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> F-35, Gioiello in discussione
WinstonChurchill
Inviato il: Lunedì, 21-Gen-2013, 21:50
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"Rivelazioni sul «sunday times». vendola: sono insicuri, usiamo quei soldi per altro»
«Un fulmine può incendiare l'F35»
Rivelato il contenuto di un rapporto del Pentagono. Serbatoi troppo leggeri la possibile causa


La fase di test mette a dura prova il progetto del cacciabombardiere F35. Un paio di giorni fa la notizia della sospensione dei voli di prova da parte del Pentagono. Motivo: un problema registrato durante un volo di addestramento nella base di Eglin in Florida della Usa Air Force: un problema ha causato lo spegnimento dei reattori. Ora le indiscrezioni, riportate dal «Sunday Telegraph», secondo le quali l'aereo, se colpito da un fulmine potrebbe esplodere. L'edizione domenicale del quotidiano britannico cita un documento riservato del Pentagono, nel quale vengono indicati i difetti del caccia della Lockeed Martin, al cui progetto partecipa anche l'Italia, che ha deciso di acquistarne 50 (all'inizio ne erano previsti 130) per un valore di circa 170 milioni di euro
IL PUNTO DEBOLE - La vulnerabilitá dell'F35 ai fulmini sarebbe dovuta al tentativo degli ingegneri di contenere il peso dell'aereo che avrebbe comportato un difetto nella costruzione del serbatoio. Per questo, se colpito da un fulmine, oltre che dal fuoco nemico, rischierebbe di esplodere. Per questo, scrive il Sunday Telegraph, il Pentagono stabilisce che i voli di prova degli esemplari giá realizzati del caccia «non sono permessi» in un raggio inferiore ai 40 chilometri di distanza da un temporale. Sempre al serbatoio del carburante dell'F35 è legato un altro difetto di progettazione che impedirebbe all'aereo di scendere rapidamente a basse quote, manovra che potrebbe portare a incrinature sull'ala.
IL FRONTE ITALIANO - La scorsa settimana, tuttavia , il segretario alla Difesa Usa uscente, Leon Panetta, in visita a Roma aveva rassicurato sostenendo che «l'F35 è l'aereo del futuro», garantendo che nello sviluppo del progetto sono stati fatti «progressi importanti» e i test del caccia sono stati «un grande successo». Ma in Italia l'F35 è anche un caso politico, perché una parte della sinistra ha più volte chiesto il taglio totale della spesa per i cacciabombardieri per utilizzare quei fondi in altro modo. Le rivelazioni sui test degli aerei, alimentano la polemica: «Si possono leggere sui giornali di tutto il mondo - dice Nichi Vendola - le notizie cattive che riguardano i cacciabombardieri F35, che sarebbero aeroplani assolutamente insicuri. Credo che anche il buonsenso oggi consigli di chiudere il programma di acquisto e di usare quelle risorse, si tratta di miliardi di euro, per mettere in sicurezza e finanziare la scuola pubblica». E il verde Bonelli: «Il programma per l'acquisto dei caccia bombardieri F-35 è uno schiaffo in faccia all'Italia onesta e alle famiglie che non ce la fanno a causa della crisi» Redazione online".
Articolo tratto da: http://www.corriere.it/cronache/13_gennaio...bf863ea6b.shtml


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Odisseo
Inviato il: Venerdì, 25-Gen-2013, 19:56
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Non per entrare nella polemica, ma ora mi pare che l'F-35 cominci ad avere troppi problemi, al di là delle speculazioni elettorali.

Una soluzione ci sarebbe ... compriamo il minimo indispensabile (ma solo quando siamo certi che siano macchine affidabili) di F-35B per le necessità della Marina, come fatto per gli Harrier; per la sostituzione dei bombardieri Tornado possiamo sempre modificare ed utilizzare i Typhoon come stanno facendo gli Inglesi, magari prolungando la vita delle catene di montaggio, sarebbe anche un prodotto in buona parte italiano.



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de domenico
Inviato il: Lunedì, 18-Feb-2013, 18:16
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Come si vede, ci sono problemi un po' per tutti ...

http://www.time.com/time/magazine/article/....html?hpt=hp_t4

Messaggio modificato da de domenico il Lunedì, 18-Feb-2013, 18:51


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Miky
Inviato il: Martedì, 19-Feb-2013, 20:55
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Mal comune mezzo gaudio? In questo caso temo di no sad.gif


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walter leotta
Inviato il: Venerdì, 22-Feb-2013, 23:11
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da repubblica.it

WASHINGTON - Nuovi problemi per il programma del caccia multiruolo Usa F-35, di cui l'Italia intende acquistare 90 esemplari. Il Pentagono ha sospeso tutti i voli degli esemplari finora realizzati dopo che in un'ispezione di routine è emersa una 'frattura' in una delle pale della turbina del reattore. Un segnale preoccupante perché potenzialmente nell'eventualità di una rottura e il conseguente distacco della pala, il pezzo potrebbe distruggere il motore del jet. I responsabili del programma F-35, realizzato da Lockheed Martin in collaborazione con le aziende dei Paesi che acquisteranno il jet (per l'Italia Alenia Aermacchi), hanno fatto sapere di aver avviato una verifica con la società costruttrice del motore, la Pratt & Whitney.

"Il 19 febbraio, una ispezione di routine ha rivelato una frattura alla lama di una turbina a bassa pressione del motore montato su un velivolo F-35 da test", ha scritto in un comunicato una portavoce del Joint Program Office che gestisce il programma F-35.
"Gli ingegneri stanno inviando la turbina agli impianti della Pratt e Whitney di Meddletwon, per condurre una valutazione e analisi più approfondita sulle cause", si legge nel comunicato, in cui si precisa anche che "è troppo presto per accertare l'impatto della scoperta sull'intera flotta, tuttavia, come misura di precauzione, tutte le operazioni di volo degli F-35 sono state sospese fino a quando l'indagine non sarà stata completata e la causa della frattura sulla lama non sarà stata totalmente compresa".

La sospensione dei voli degli F-35, di cui l'Italia intende acquistare diversi esemplari, fa seguito alle polemiche sorte alcune settimane fa quando si era appreso che il velivolo, ancora in fase di test, è vulnerabile ai fulmini.

Per l'F-35 si tratta della seconda sospensione dei voli dopo che a gennaio la sonda per il rifornimento in volo si era staccata poco prima del decollo su un esemplare della versione per i Marines, F-35 B (a decollo corto e atterraggio verticale), di cui l'Italia dovrebbe acquistarne 30 per la Marina. Gli F-35 B vennero messi a terra per circa un mese.

Ad oggi, l'Italia ha materialmente ordinato 3 velivoli e si appresta a firmare il contratto per altri 3: il primo F-35 A uscirà dagli impianti di Cameri in Piemonte entro il 2015 ed entrerà in servizio l'anno dopo.


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Inviato il: Giovedì, 07-Mar-2013, 22:43
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Inviato il: Venerdì, 22-Mar-2013, 22:41
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130321-M-ZZ999-002 YUMA, Ariz. (March 21, 2013) An F-35B Lightning II from Marine Fighter Attack Squadron (VMFA) 121, Marine Aircraft Group 13, Third Marine Aircraft Wing, conducts the first short take off and vertical landing at Marine Corps Air Station Yuma, Ariz. VMFA-121 is the Marine Corps' first operational F-35B squadron which is currently building its operational capabilities to include 16 total aircraft and up to 300 personnel. (U.S. Marine Corps photo by Staff Sgt. Jessica Smith/Released)



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Inviato il: Domenica, 23-Giu-2013, 07:24
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Ora è il turno dell'F-35C, versione imbarcata conenzionale.

130622-N-ZZ999-174
EGLIN AIR FORCE BASE, Fla. (June 22, 2013) Lt. Cmdr. Christopher Tabert, F-35C Lightning II instructor pilot, U.S. Navy Strike Fighter Squadron VFA-101 lands this afternoon at Eglin Air Force Base's 33d Fighter Wing after a two hour flight from Ft. Worth, Texas. The U.S. Navy's Strike Fighter Squadron (VFA) 101 received the Navy's first F-35C Lightning II carrier variant aircraft from Lockheed Martin today at the squadron's home at Eglin Air Force Base, Fla. VFA 101, based at Eglin Air Force Base, will serve as the F-35C Fleet Replacement Squadron, training both aircrew and maintenance personnel to fly and repair the F-35C. U.S. Air Force Photo by Maj. Karen Roganov, 33d Fighter Wing Public Affairs (Released)

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Miky
Inviato il: Domenica, 23-Giu-2013, 16:07
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Ultime (brutte) notizie:


"F-35, l’America si prepara ad affrontare nuovi ritardi del programma. Rinvio al 2018 per la versione C
E la Boeing prova a rendere stealth il Super Hornet, uno dei jet che il nuovo caccia dovrebbe sostituire
L’ammiraglio Covella (responsabile italiano del progetto): «Comunque il Lightning è senza confronto»
Ma l’Us Air Force modifica l’F-22 Raptor per farlo cooperare coi vecchi cacciabombardieri predecessori dell’F-35


Luigi Grassia

Dall’America arrivano nuovi dubbi sull’F-35 «Lightning», il cacciabombardiere frutto di una grande cooperazione internazionale in cui è coinvolta anche l’Italia: la Boeing ha avviato un programma per rendere parzialmente «stealth», cioè invisibile ai radar o quantomeno furtivo (secondo la traduzione letterale) il suo vecchio Super Hornet F/A-18, cioè il cacciabombardiere (ottimo, ma concepito negli Anni 70) che arma oggi le portaerei americane e che secondo i programmi fatti fin qui dovrebbe essere sostituito proprio da una versione navale dell’F-35, cioè l’F-35C. Invece nel nuovo scenario il rapporto fra i due aerei, il vecchio e il nuovo, potrebbe non essere più di sostituzione ma di affiancamento. Se addirittura non si preparano soluzioni più drastiche (comunque ufficialmente smentite).
La vicenda ha un risvolto paradossale. Se la nuova versione del Super Hornet verrà davvero realizzata dalla Boeing, e se la Us Navy deciderà di acquistarne degli esemplari, questi voleranno almeno fino al 2040, e l’F/A-18 e la sua versione da guerra elettronica EA-18 cumuleranno settant’anni di vita operativa (sia pure con versioni via via rinnovate). Nota bene: il programma di potenziamento dell’F/A-18 è della Boeing e non ancora della Marina americana, tuttavia la società che produce il Super Hornet non si sarebbe mossa (l’aggiornamento del vecchio aereo è molto costoso) se non avesse riscontrato un interesse per lo meno eventuale da parte del possibile futuro acquirente.
Perché in America si sta considerando questa ipotesi? Perché di recente il responsabile delle Operazioni navali, ammiraglio Jonathan Greenert, ha detto al Congresso di Washington che l’F-35C capace di atterrare e decollare dalle portaerei è in ritardo di sviluppo: Greenert non ha specificato di quanto, ma secondo la rivista di settore Aviaton Week & Space Technology l’F-35C non sarà pronto per l’uso operativo prima del 2018, e anche i cinque anni che mancano da qui ad allora potrebbero non bastare.
E’ importante specificare due cose. 1) I Marines americani hanno confermato che i primi F-35 a loro destinati, nella versione F-35B a decollo verticale, saranno operativi nel 2015, e questa è la versione che la Marina italiana intende usare per le sue portaerei; 2) l’Air Force dice che nel 2016 schiererà i primi F-35A, cioè la versione che interessa all’Aviazione militare italiana. Perciò da queste notizie non si evince un collasso del programma F-35 e l’Italia non è direttamente coinvolta nella faccenda dell’F-35C. «La versione C non ci tocca proprio, noi non c’entriamo per niente» commenta al telefono con La Stampa una fonte di Alenia Aermacchi, partner italiano del programma F-35.
Tuttavia nelle notizie dall’America c’è qualcosa che non torna. L’ammiraglio Greenert ha detto al Congresso di pretendere dall’F-35C una serie di prestazioni «equivalenti a quelle del Super Hornet», che invece, a suo giudizio, per adesso non si vedono. E questo è grave, da parte del presunto aereo successore, che dovrebbe essere migliore. Inoltre, Mike Gibbons, vicepresidente della Boeing responsabile per l’F/A-18, ha detto a Aviation Week che pur non essendo la nuova versione del Super Hornet specificamente designata a sostituire l’F-35C in caso di fallimento del progetto, il suo obiettivo è «fornire opzioni sostenibili» quale che sia il mix futuro dei caccia. E questo ha l’aria di un paracadute pronto per qualunque evenienza.
C’è anche un seconda notizia problematica. I sistemi di comunicazione dei due caccia americani più evoluti, l’F-22 «Raptor» e l’F-35, erano stati concepiti come chiusi, cioè capaci di far dialogare soltanto questi aerei di «quinta generazione»; questo era parte della natura stealth dei due caccia. Ma ora l’Us Air Force annuncia che entro quest’anno comincerà a sperimentare un nuovo software per rendere questi sistemi di comunicazione aperti, in modo che in futuro l’F-22 possa cooperare in combattimento anche con caccia americani di concezione più vecchia. Questi aerei sono l’F-15 e l’F-16 e addirittura l’A-10, la cannoniera volante che combattè nell’ultimissima fase della guerra del Vietnam. Sono tutti aerei che l’F-35 dovrebbe sostituire.
Se l’F-22 si prepara a operare in futuro con questi aerei più vecchi significa che le forze armate americane si stanno attrezzando all’eventualità che l’F-35 sia prodotto con ulteriori ritardi, anche a prescindere da quello già certo della versione navale C. Ripetiamo: non è una cosa già scritta ma le forze armate americane si preparano. Just in case.
C’è un risvolto storico da considerare. Si sente dire: «Figuriamoci se gli americani sbagliano con l’F-35. Impossibile». Invece l’eventualità è improbabile ma non impossibile. Storie così sono già capitate. Negli Anni 60 il caccia F-111 era stato concepito come il fulcro di tutte le forze aeree americane ma invece fu una parziale delusione e l’Us Navy lo sostituì rapidamente con un aereo più vecchio, il Phantom, che poi è stato adottato anche dall’Air Force. Noi italiani non siamo stati coinvolti in quella disavventura ma abbiamo passato i nostri guai con l’F-104 prodotto dagli americani ma di cui loro si sono pentiti quasi subito. Gli Stati Uniti lo hanno sostituito con altri aerei perché avevano i soldi per farlo, noi invece dopo aver comprato gli F-104 ce li siamo dovuti tenere per 40 anni. Nella sua lunga vita l’F-104 migliorò le sue prestazioni ma all’inizio subì tanti incidenti che in Italia fu ribattezzato «bara volante» e a livello internazionale «widowmaker» (fabbrica-vedove).
Lasciando la storia e tornando all’attualità può essere interessante raccontare in breve quali siano le iniziative allo studio sull’F/A-18 e sull’F-22 da un punto di vista tecnico. Le modifiche al Super Hornet che dovrebbero renderlo un po’ più «stealth» riguardano i missili e i serbatoi esterni del carburante (normalmente attaccati alle ali): le armi verranno ospitate in un vano nella carlinga e i serbatoi saranno ridisegnati in modo da ridurre la traccia radar. Più complicata la faccenda con l’F-22. Per farlo dialogare con i caccia della generazione precedente, in alternativa all’F-35, bisognerà mandargli dietro un Uav (aereo senza pilota) che faccia da traduttore simultaneo fra i due diversi e incompatibili sistemi di comunicazione delle due squadriglie, quella degli aerei nuovi e quella degli aerei vecchi. La procedura è molto complicata, barocca; non era questo che si prefigurava nel progettare i super-caccia di «quinta generazione».
Come commenta la Difesa italiana queste novità? Riguardo al rinvio al 2018 della versione F-35C destinata alla Marina americana e alle modifiche al Super Hornet, una fonte della Difesa valuta che non si tratti di un vero e proprio rinvio ma di una rimodulazione del programma, nel cui ambito l’Us Navy potrebbbe aggiornare soltanto alcuni degli esemplari più recenti di F/A-18 e EA-18; comunque, secondo la stessa fonte con questa procedura non si potrà sostituire in toto l’F-35, perché un aereo per essere «invisibile» al radar deve essere così progettato fin dall’inizio, non ritoccato a posteriori.La Difesa italiana nega anche che rendere aperte le comunicazioni dell’F-22 e dell’F-35 rappresenti una sconfessione o un tradimento della filosofia di base del progetto: la fonte contattata dalla Stampa depotenzia la novità a evoluzione dello spettro utile delle operazioni.
Quanto invece al programma italiano per gli F-35, ne difende la validità l’ammiraglio Francesco Covella, che è responsabile del progetto F-35 in Italia e pilota di Harrier (cioè dell’aereo che verrà sostituito dall’F-35B a decollo verticale sulle portaerei italiane). Dice Covella che nel passaggio dal caccia Harrier all’F-35 «ci sarà un salto di qualità da tre punti di vista. Primo, la bassa osservabilità. Secondo, la capacità di fusione delle informazioni da terra, da satellite eccetera che vengono presentate al pilota con una precisione finora impensabile. Terzo, la capacità di auto-diagnosi dell’aereo che migliora la sicurezza e la gestione del sistema logistico». Ma anche l’ammiraglio Covella piloterà gli F-35B? «No, per ragioni di anagrafe purtroppo no».
Per chiudere con una nota di colore: nel film «L’uomo d’acciaio» (cioè il Superman appena uscito nei cinema italiani) si vedono alcuni F-35 che attaccano gli invasori extraterrestri. Ma in questi combattimenti vengono utilizzate in maggior numero le vecchie cannoniere volanti A-10".
L'articolo è stato pubblicato oggi sul sito della Stampa: http://www.lastampa.it/2013/06/23/esteri/f...FsK/pagina.html


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Odisseo
Inviato il: Domenica, 23-Giu-2013, 17:06
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Il problema della US Navy, ormai da qualche decennio, è avere un aereo da strike credibile.
Il fallimento, negli anni '90, del progetto A-12 Avenger costrinse ad un adattamento alla bisogna dell'F-18 Hornet, un velivolo nato come caccia leggero di supporto al pesante (e costosissimo) F-14 Tomcat.
La situazione economica complessiva portò ad utilizzare in tutti i ruoli possibili l'Hornet (ed il suo sviluppo Super Hornet): intercettore, caccia da superiorità aerea, appoggio tattico, strike, guerra elettronica.
Resta da vedere se le varie versioni dell'F-18 sono il meglio possibile o, più realisticamente, sono il meglio rispetto agli avversari, che continuano ad usare le storiche versioni dei MiG-23, dei MiG-29 e dei Fulcrum, quando non sono addirittura senza una vera aviazione ed hanno un contraerea studiata negli anni '70.
D'altra parte, la Naval Aviation, prima di utilizzare per strike o appoggio tattico i suoi F-18, aspetta che i cruise missile spianino le poche difese avversarie.

Quindi, a mio parere, se non nasce un vero avversario sul mare (e sono necessari almeno 15-20 anni), la Naval Aviation può aspettare che l'F-35C giunga a maturità.

La stessa cosa non si può dire per l'aviazione dell'USMC che deve usare LHD ed LHA, senza catapulte, sky-jump e ponti angolati e deve quindi utilizzare gli AV-8B, aspettando gli F-35B.
Le condizioni d'uso degli Harrier dei Marines non devono essere eccellenti, se si è già provveduto a comprare tutti i surplus inglesi nati dalla sciagurata decisione di appiedare la Royal Navy.
Il maggiore sponsor del Lightning II è perciò diventato l'USMC, che non vuole dipendere troppo per l'appoggio aereo ai suoi uomini dalla Naval Aviation e sembra geloso dell'uso delle sue portaerei.
Staremo a vedere.

Il mio pensiero sugli F-35 ( A e B ) italiani, per ora, ve lo risparmio.

Gli F-22 Raptor sono un'altra cosa. ohmy.gif

Messaggio modificato da Odisseo il Domenica, 23-Giu-2013, 17:08


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WinstonChurchill
Inviato il: Mercoledì, 31-Lug-2013, 12:24
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Nel frattempo il ponte di nave Cavour ha subito importanti lavori di "adeguamento":

"F-35, Mauro: “Già spesi 3,5 miliardi
per modificare la portaerei Cavour”
Audizione del ministro della Difesa al Senato: abbiamo adeguato la nave
per i veicoli a decollo verticale

«Si dice che se ci ritiriamo dal programma degli F35 non avremo penali. Ma abbiamo già speso 3 miliardi e mezzo di euro per la portaerei Cavour che dovrebbe ospitare gli F35 a decollo verticale. Allora non capiremmo per quale ragione abbiamo speso quei soldi». Lo ha affermato il ministro della Difesa Mario Mauro nel corso di una audizione al Senato davanti alle commissioni congiunte di Difesa, Esteri e Politiche europee in vista del consiglio europeo della difesa di dicembre 2013. Il ministro Mauro ha inoltre ricordato che in Europa le portaerei in servizio sono rimaste due, la nostra Cavour e la francese Charles de Gaulle.
Intanto Lockheed Martin pur di vendere al Pentagono tutti i 71 caccia-bombardieri F-35 della nuova fornitura ha accettato di praticare uno sconto del 4%. In alternativa, visto i tagli lineari che hanno colpito tutte le spese del governo Usa, i militari sarebbero stati costretti a ridurre il numero di velivoli acquistati. In uan dichiarazione congiunta, la società costruttrice e il Pentagono hanno specificato che l’accordo prevede la fornitura di 36 F-35 del sesto lotto e altri 35 del settimo. Il valore complessivo della commessa è di 7 miliardi. Entrambi i lotti interessano esclusivamente le forze armate Usa".

Lancio ripreso dalla Stampa: http://www.lastampa.it/2013/07/31/italia/p...DkK/pagina.html


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walter leotta
Inviato il: Mercoledì, 31-Lug-2013, 13:40
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ci sarà sicuramente un errore, spero
perchè altre agenzie specificano che la Cavour sia costata poco più di un miliardo di euro.. non penso che delle modiche arrivino a costare tre volte tanto.. ci sarebbe molto da preoccuparsi !!!

la notizia escel nelle stesse ore in cui il governo americano estromette l'Italia dalla gara del Marine ONE già vinta qualche anno fa mentre noi non possiamo (secondo la Difesa) rinunciare a spendere 13 miliardi per il controverso (spero nessuno si arrabbi) F 35: qualcuno mi spiega cosa sta accadendo?


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Iscandar
Inviato il: Mercoledì, 31-Lug-2013, 14:35
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niente di eclatante, i SUA, dove le lobby sono capaci di agire nell'interesse del paese mentre fanno i propri, s'impongo e fanno una gara tagliata a misura per la sikorsky, dato che per loro l'acquisto autarchico è possibilile, noi ci finisce come quel famoso sistema di raffreddamentio per automezzi pesanti...


unire le traduzioni in britannico di intermediato e raffreddamento...


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Odisseo
Inviato il: Venerdì, 16-Ago-2013, 18:22
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I Marines non demordono ...

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EDIT: dimenticavo ... le foto non sono mie laugh.gif , ma della US Navy. winks.gif



Messaggio modificato da Odisseo il Venerdì, 16-Ago-2013, 18:23


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WinstonChurchill
Inviato il: Martedì, 27-Ago-2013, 12:03
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La U.S. Navy ha pubblicato un filmato "promozionale" girato a bordo della USS Wasp davvero niente male:

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E qualche nuova immagine con livelli di dettaglio impressionanti ohmy.gif :

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Link all'immagine ingrandita: http://navylive.dodlive.mil/files/2013/08/...O-ZZ999-038.jpg

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Link all'immagine ingrandita: http://navylive.dodlive.mil/files/2013/08/...-ZZ999-0011.jpg

Crediti: http://navylive.dodlive.mil/2013/08/26/f-3...te-of-uss-wasp/

Messaggio modificato da WinstonChurchill il Martedì, 27-Ago-2013, 12:07


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