Benvenuto Visitatore ( Connettiti | Registrati )


  Reply to this topicStart new topicStart Poll

> I palombari dell'Artiglio
Franco60
Inviato il: Mercoledì, 24-Ago-2016, 01:08
Quote Post



Group Icon

Gruppo: Regia Marina
Messaggi: 1163
Utente Nr.: 115
Iscritto il: 01-Mag-2015



I palombari dell'Artiglio e il recupero dell'oro dell'S.S. Egypt

user posted image
I valorosi palombari della nave recuperi Artiglio. Da destra: Alberto Gianni, Aristide Franceschi, Alberto Bargellini e Carlo Domenici
(Foto da Viareggio Ieri - numero 15, Anno II, Gennaio 1990)

(articolo di Paolo Fornaciari tratto dal numero 15, Anno II, Gennaio 1990 della rivista Viareggio Ieri - Edizioni del Mare - Viareggio)
Il 7 Dicembre 1930, nelle acque antistanti Saint Nazaire in Francia, una tremenda esplosione travolse ed affondò l'Artiglio, mentre si trovava impegnato nella demolizione del piroscafo Florence. Nella tragedia, che causò dodici vittime, persero la vita i palombari viareggini Alberto Gianni, Aristide Franceschi, Alberto Bargellini ed il marinaio Romualdo Cortopassi. La storia dell'Artiglio inizia con Alberto Gianni, ma non è solo la storia del suo impegno, del suo coraggio, ma è storia di uomini, che come lui, amavano prima di tutto il mare ed il loro non comune lavoro. Uomini, quelli, che sfidando gli abissi marini compirono imprese che, ancora oggi, a distanza di tanto tempo e nonostante i progressi tecnici non trovano ancora confronti nel campo dei recuperi alle grandi profondità.

user posted image
La copertina della Domenica del Corriere del 21 Dicembre 1930
(Riproduzione dal sito: viareggino.com)

Tutto ebbe inizio dall'incontro di Alberto Gianni, palombaro già famoso, con il commendatore Giovanni Quaglia, fondatore ed amministratore della SO.RI.MA, una società di recuperi marittimi, impiantata da poco a Genova. Al Gianni la SO.RI.MA. affidò il compito di attrezzare la flottiglia destinata ai recuperi, ossia le navi Artiglio, Rostro, Raffio e Arpione.
Con il Gianni entrarono nella società i palombari Aristide Franceschi e Alberto Bargellini, Mario Raffaelli, Raffaello Mancini, i fratelli Fortunato e Donato Sodini, Giovanni lenci e Carlo Domenici, che si erano formati tutti alla scuola del Gianni.. Con una tale schiera di "predatori" nasceva la nuova era delle grandi imprese negli abissi marini, ricca di gloria, di fatica e di sangue. Iniziavano in quel periodo le immersioni non più con gli scafandri semirigidi o di gomma, ma con gli scafandri metallici, costruiti in Germania dalla ditta Neufeldt & Kufke. Il Gianni era seriamente preoccupato per quei moderni scafandri. A parte il pericolo costituito dalle giunture flessibili, che facevano acqua ad una pressione di 7 atmosfere, lo preoccupava il fatto che, con addosso simili "mostri" del peso di 4 quintali, i movimenti risultavano molto difficili e vi erano scarse probabilità di lavorare. "L'uomo deve rappresentare soltanto l'occhio che osserva per guidare l'opera. - diceva - E' assurdo pretendere che a 70 metri, bloccato da pressioni esterne sproporzionate, egli possa usare le mani e le gambe. Assurdo e sbagliato...".
Così nacque l'idea della "torretta di osservazione" che, costruita e perfezionata dal Gianni, sostituì ogni tipo di scafandro. Con la nuova torretta furono portati a termine i recuperi dei preziosi carichi contenuti nelle carcasse dei piroscafi Washington, Ravenna, Umberto I, Eyloniam, Monte Bianco e Stromboli. Di li a poco, con i mezzi e gli uomini di cui disponeva, la SO.RI.MA. indirizzò la propria attenzione ai carichi contenuti nei relitti adagiati sul fondo dell'oceano. Non vi era più impresa impossibile per i palombari viareggini. Nel 1926, portarono in superficie il prezioso carico, costituito da 12 tonnellate di avorio, conservato nelle stive dell'Elisabethville a 72 metri di profondità e ritenuto ormai irrecuperabile dalla società assicuratrice. Questa impresa dimostrò le potenziali capacità di impiego dei nostri palombari e creò le premesse per l'impresa, la più grande e ambiziosa che mai fosse stata affrontata, della localizzazione e recupero del prezioso carico dell'Egypt. L'Egypt colato a picco in un punto imprecisato nel tratto sud-occidentale della Manica, conservava, a 130 metri di profondità, 5 tonnellate e mezzo di oro e 43 tonnellate di argento, per un valore globale di 5 milioni e mezzo di dollari di allora. Il 12 Settembre 1929, l'Artiglio si diresse a Brest per occuparsi della localizzazione dell'Egypt, impresa già tentata da francesi, inglesi, tedeschi, scandinavi e americani, senza alcun risultato. L'Egypt era un vero "ago nel pagliaio" e il suo ritrovamento fu un'impresa per niente inferiore a quella del recupero del prezioso carico (basterebbe il solo ritrovamento del relitto, frutto dell'intelligenza, della costanza e della volontà, a dare luce all'impresa dell'Artiglio).

user posted image
S.S. Egypt
(Cartolina da tuckdb.org - Artista: Fred Simpson)

continua...

Messaggio modificato da Franco60 il Mercoledì, 24-Ago-2016, 01:09
PMEmail Poster
Top
Franco60
Inviato il: Mercoledì, 24-Ago-2016, 01:14
Quote Post



Group Icon

Gruppo: Regia Marina
Messaggi: 1163
Utente Nr.: 115
Iscritto il: 01-Mag-2015



...segue

Il 29 Agosto 1930, dopo quasi un anno di ricerche, interrotte solo durante la stagione invernale a causa delle condizioni impossibili, in seguito ad una drammatica immersione che per poco non costava la vita al Bargellini, fu incocciato un relitto: era l'Egypt. La stagione era comunque troppo avanzata e un battello come l'Artiglio non poteva reggere il mare in pieno oceano. Si doveva rimandare tutto alla prossima stagione. Allora per non tenere inoperosi gli uomini, l'Artiglio fu inviato a Saint-Nazaire con il compito di demolire la carcassa del Florence che giaceva, con il suo carico di 150 tonnellate, tra esplosivo e munizioni, a 16 metri di profondità, ostacolando l'ingresso della baia. L'operazione di smantellamento era pericolosissima, data la natura del carico, e le autorità civili e militari francesi non avevano mai permesso ai loro palombari di avvicinarsi a quella "polveriera subacquea". L'operazione di smantellamento consisteva nel fare esplodere cariche che avrebbero aperto un varco nella stiva della nave. La demolizione iniziò il 4 Ottobre 1930. I palombari sistemavano le cariche, che venivano poi fatte esplodere tramite contatto elettrico dall'Artiglio, una volta raggiunta una distanza di sicurezza. Passavano i giorni e il Florence restava sempre da demolire, nonostante aumentassero di giorno in giorno il numero delle cariche che venivano fatte esplodere; di pari passo diminuiva la lunghezza del cavo elettrico e pertanto anche la distanza di sicurezza. Il Gianni scrisse al Quaglia circa il cavo elettrico, che ogni giorno era sempre più corto, e sui possibili pericoli che correva l'Artiglio a causa delle continue esplosioni, le quali, fra l'altro, avevano scarso effetto sul relitto del Florence. Intanto si avvicinavano le feste natalizie e cresceva negli equipaggi la voglia di fare ritorno, come ogni anno, a casa. Il 25 Novembre 1930, Gianni scriveva alla moglie: "Qua i temporali si rincorrono uno dietro l'altro senza farci più mettere il muso fuori dal porto. Questo stato di cose io l'ho comunicato alla SO.RI.MA., e particolarmente al Comm. Quaglia che sono certo prenderà provvedimenti, ci farà certamente rientrare a Brest per il disarmo, e quindi spero senz'altro venire presto a Viareggio. Ormai è un desiderio, venuto una ossessione, ma che ormai non possiamo dilatarlo. Vedrai che da un giorno all'altro avremo ordini di rientrare".
Il Quaglia, alle continue richieste del Gianni, rispondeva perentoriamente: "Se vi interessa passare le feste a casa, dovete spicciarvi". E siamo alla domenica del 7 Dicembre 1930. La domenica fatale. Dopo aver piazzato le cariche, l'Artiglio si portò a distanza di sicurezza, questa volta a soli 160 metri - tale era la lunghezza del cavo elettrico rimasto. Il Gianni ordinò: "Dinamo". Poi si guardò intorno e collegò i fili elettrici. Con un boato spaventoso, un'enorme colonna d'acqua e di ferro si sollevò al cielo: erano esplose tutte le munizioni e l'esplosivo del Florence. L'Artiglio ed il Florence non esistevano più. La notizia della tragedia fece subito il giro del mondo. Terribile fu il colpo per Viareggio e per la marineria viareggina. Mario Raffaelli, palombaro del Rostro e successivamente capo palombaro dell'Artiglio II, in una lettera del 13 Dicembre 1930 così descrisse il fatto: "Il relitto da demolire era, dodici anni or sono, un piroscafo carico di esplosivi, il quale andava a fondo per l'esplosione avvenuta nella stiva 1-2; nelle stive di poppa restava un numero di tonnellate non esplose. Nessuno avrebbe potuto sapere l'esistenza a bordo di questo micidiale nemico, dato il groviglio di lamiere che era divenuto il relitto del Florence. Il giorno 7 c.m. l'Artiglio si trovava a lavorare a poppa, dato che il lavoro volgeva alla fine, e quindi più a contatto del micidiale nemico. Sei bombe fatte esplodere, davano l'accensione a questa enorme carica, che travolgeva la nave e la inghiottiva in pochi secondi, riducendola in un ammasso di ferraglia. La nave al momento dell'esplosione presentava la poppa, e quindi la parte più vicina. Proprio a poppa si trovavano molti dei dispersi, che dunque venivano investiti e travolti dall'enorme colonna d'acqua e materiale, senza certamente poter trovare una via di salvezza".
Molti pensarono allora che mai più si sarebbe parlato del recupero dell'Egypt. Ma un'ideale parentela di lavoro e di sangue aveva già dato i suoi frutti. Altri palombari, cresciuti alla scuola del Gianni, erano pronti a portare avanti l'impresa: Mario Raffaelli, Raffaello Mancini, i fratelli Sodini e il giovane Giovanni Lenci. Nasceva così l'Artiglio II e proseguiva nel progetto di strappare al mare il tesoro custodito nell'Egypt.
Nel Luglio del 1931, Mario Raffaelli scriveva: "I morti ci impongono di portare a compimento l'opera da essi iniziata per dimostrare al mondo che non furono dei pazzi".
I tesori dell'Egypt, con un'impresa che sa di leggenda, furono portati in superficie: già nel 1933 erano state recuperate 6 tonnellate e mezza d'oro e 44 di argento, qualche tonnellata in più di quanto era stato denunciato alla assicurazione.
Il nome dell'Artiglio si tinse d'oro, ma sotto quell'oro, vi sono ed hanno maggior splendore, l'intelligenza, il lavoro, la fatica, il sudore ed il sangue dei palombari e dei marinai viareggini. Operai semplici e modesti, magnanimi e grandi al tempo stesso.

user posted image
(Foto da versiliatoday.it e lifestyle.paperproject.it)

user posted image
A sinistra: 1930, la cassaforte dell'Egypt riportata alla luce a bordo dell'Artiglio. Da sinistra a destra: Franceschi, il capitano Bortolotto, Gianni, il comm. Quaglia, Bargellini e Martinelli - A destra: Alberto Gianni ed i suoi collaboratori studiano un modellino dell'S.S. Egypt per preparare il piano di recupero dei tesori contenuti nelle sue stive.
(Foto da Viareggio Ieri - numero 15, Anno II, Gennaio 1990)

continua...
PMEmail Poster
Top
Adv
Adv















Top
Franco60
Inviato il: Mercoledì, 24-Ago-2016, 01:24
Quote Post



Group Icon

Gruppo: Regia Marina
Messaggi: 1163
Utente Nr.: 115
Iscritto il: 01-Mag-2015



...segue

Only registered users can see youtube.com videos
Registrati o Entra nel forum!

(Giornale Luce B0106 del 07-1932 - via YouTube)

Only registered users can see youtube.com videos
Registrati o Entra nel forum!

(Giornale Luce B0112 del 1932 - via YouTube)

user posted image
Alberto Gianni, Capo-palombaro sull'Artiglio
(Foto da Viareggio Ieri - numero 15, Anno II, Gennaio 1990)

user posted image
A sinistra: il vecchio monumento ai palombari dell'Artiglio. A destra: la Torretta Butoscopica ideata da Alberto Gianni.
(Foto da loschermo.it e hdsitalia.org)

La città di Viareggio dedicò un monumento ai palombari dell'Artiglio nei pressi della Darsena. Oggi, la Torretta Butoscopica ideata da Alberto Gianni che con le intemperie si stava rapidamente deteriorando, è stata restaurata ed è esposta presso il locale Museo della Marineria.

user posted image
Museo della Marineria a Viareggio
(Foto da coopfirenze.it)

Only registered users can see youtube.com videos
Registrati o Entra nel forum!

(Video Superquark via YouTube)

Premio Internazionale Artiglio
Con cadenza biennale, si pone come obiettivo la promozione e lo sviluppo della scienza della tecnica e dello sport nel mondo subacqueo.
Nel ricordo dell'Artiglio intende onorare i valori della grande tradizione marinara Europea. Si propone di premiare persone, enti e associazioni che si siano distinte per creatività, impegno, e determinazione in attività riguardanti il mondo subacqueo.
Un premio moderno che guarda con attenzione allo sviluppo di tecnologie mirate a migliorare e salvaguardare la vita dell'uomo e degli altri esseri viventi nelle profondità marine.
Un premio che guarda al mare come ad una delle ultime frontiere da rispettare e salvaguardare per la sopravvivenza stessa dell'uomo sul nostro pianeta.
Il primo di questi premiati, nel 2001, è stato Jacques-Yves Cousteau (alla memoria) per l’Esplorazione degli abissi; tra i più recenti, nel 2013, Guido Gay, per Tecnologie avanzate per l’esplorazione sottomarina. Gay, con i suoi strumenti, ha scoperto il 17 giugno 2012, nel Golfo dell’Asinara, il relitto della Corazzata Roma. Nel 2015 è stata premiata la Sociatà MICOPERI per il recupero della Costa Concordia.

Premio Internazionale Artiglio

L'affondamento dell'Artiglio causò la perdita di dodici uomini dell’equipaggio sui diciotto complessivi imbarcati: il Comandante Giacomo Bertolotto, il Telegrafista Luigi De Melgazzi, i Marinai Romualdo Cortopassi, Costante Ulivieri, Antonio Deiana, Felice Bresciani, Enrico Tedoldi, Maurizio Moretti, Amerigo Ramelli oltre ai tre palombari più esperti della SORIMA: Aristide Franceschi, Alberto Bargellini e il loro indiscusso animatore, Alberto Gianni.
Questo Topic è dedicato alle loro gesta.

user posted image
(Foto da quiberon.com)

Messaggio modificato da Franco60 il Giovedì, 29-Set-2016, 23:12
PMEmail Poster
Top
Miky
Inviato il: Mercoledì, 24-Ago-2016, 12:39
Quote Post





Gruppo: Admin
Messaggi: 2050
Utente Nr.: 10
Iscritto il: 01-Lug-2012



Un bellissimo topic clap.gif


--------------------
user posted image user posted image
PMEmail Poster
Top
Utenti totali che stanno leggendo la discussione: 0 (0 Visitatori e 0 Utenti Anonimi)
Gli utenti registrati sono 0 :

Topic Options Reply to this topicStart new topicStart Poll

 



[ Script Execution time: 0.7936 ]   [ 21 queries used ]   [ GZIP Abilitato ]