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> Escalation in Siria
Franco60
Inviato il: Domenica, 22-Gen-2017, 03:49
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La base di Tartus ai russi per i prossimi 49 anni

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(photo by Google Maps)

estratto da ansa.it

Russia e Siria hanno firmato un accordo per l'ampliamento del territorio della base navale di Tartus, città siriana sul Mediterraneo, e il suo utilizzo a titolo gratuito da parte delle forze armate russe per 49 anni. L'intesa - riporta Ria Novosti - si rinnova automaticamente per altri 25 anni se una delle due parti non avvisa l'altra con almeno un anno di anticipo. Il documento è datato 18 gennaio 2017. Secondo l'accordo, la base potrà ospitare fino a 11 navi russe alla volta, incluse quelle nucleari. (Il medesimo accordo prevede anche l'utilizzo gratuito della base aerea di Khmeimim - ndr)

Fonte: ansa.it, tass.com, defence.ru

Naturalmente sulla stampa "indipendente" occidentale la notizia è pressoché invisibile... Per chi se lo fosse dimenticato, questo era uno degli obiettivi prioritari della Russia in Siria

Messaggio modificato da Franco60 il Domenica, 22-Gen-2017, 03:52
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Franco60
Inviato il: Venerdì, 07-Apr-2017, 14:23
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Trump va alla guerra in Siria
Fonte: analisidifesa.it

Cruise contro Assad e contro Kim
Fonte: RID portaledifesa.it

L'azzardo di Trump. Gli USA attaccano la Siria. L'ISIS esulta
Fonte: difesaonline.it

Una domanda che mi pongo sempre da uomo della strada:
A chi ha giovato il presunto attacco chimico?

dubbi che non vengono solo all'uomo della strada:

UNA CORTINA DI GAS PER CELARE LA CAPRIOLA DI TRUMP IN SIRIA?
Fonte: analisidifesa.it

SIRIA: LE BOMBE PEGGIORI SONO QUELLE DELLA DISINFORMAZIONE
Fonte: difesaonline.it

A chi giova l’escalation dell’orrore
Fonte: lastampa.it

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Inviato il: Sabato, 08-Apr-2017, 01:21
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odore di bruciato... i neocon gongoleranno:

Medvedev: Usa arrivati a un passo da scontro con Russia
Fonte: tvsvizzera.it

Russian Defense Ministry to suspend communications hotline with Pentagon as of April 8
Fonte: tass.com

"Il ministero della Difesa russo ha annunciato ufficialmente al Pentagono la chiusura della linea diretta per prevenire incidenti tra gli aerei militari in Siria a partire dalla mezzanotte di domani: lo fa sapere il portavoce del ministero russo, generale Igor Konashenkov. "Circa un'ora fa - ha spiegato il generale Konashenkov - e' stato convocato al ministero della Difesa l'addetto militare dell'ambasciata Usa, al quale è stata consegnata una nota sulla sospensione da parte russa, dalla mezzanotte dell'8 aprile, dei propri impegni nel quadro del Memorandum sulla reciproca comprensione tra ministero della Difesa e Pentagono per la prevenzione degli incidenti e per la sicurezza dei voli dell'aviazione nel corso dell'operazione in Siria". Il generale ha così smentito quanto riportato da alcuni media americani, secondo cui la Russia si era detta d'accordo nel mantenere una linea diretta con gli Stati Uniti per prevenire collisioni tra gli aerei militari nei cieli della Siria"
Estratto da ansa.it

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Inviato il: Sabato, 08-Apr-2017, 11:11
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Siamo gevernati da un manipolo di pazzi


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Inviato il: Sabato, 08-Apr-2017, 13:11
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Trump's war room
(photo by CNN)

Come ho scritto precedentemente in un altro post, quello che temevo si sta purtroppo avverando.
Coloro che con le elezioni erano stati messi in discussione, si stanno riprendendo la stanza dei bottoni. Posto qui sotto un interessante analisi di ciò che sta succedendo proprio in quella stanza:

The president has lost his base, or is in grave danger of doing so
Fonte: nationalinterest.org
.

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Franco60
Inviato il: Lunedì, 10-Apr-2017, 02:10
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Riporto una attenta analisi del giornalista Gianandrea Gaiani su analisidifesa.it che non posso che condividere in toto:

Trump al bivio in Siria
C’è molto di paradossale nel coro di consensi acritici al raid missilistico statunitense sulla base siriana che si leva da quella stessa Europa che aveva accolto con fastidio un po’ snob la vittoria elettorale di Donald Trump ma che ora sembra accodarsi in silenzio alle iniziative della Casa Bianca anche quando sono prove di legittimità internazionale e non sono neppure state autorizzate dal Congresso di Washington.
Consensi che suonano del tutto immotivati considerati i rischi che il blitz statunitense comporta per la destabilizzazione ulteriore della Siria e del Medio Oriente, regioni molto più vicine alle coste europee che a quelle del Maryland.
L’elemento che emerge più prepotentemente dal blitz condotto con 59 missili da crociera Tomahawk lanciati da due cacciatorpediniere in navigazione nel Mediterraneo Orientale è la determinazione di Washington a scacciare Bashar Assad dal potere. Determinazione ribadita dal segretario di Stato, Rex Tiillerson, che solo pochi giorni or sono aveva sottolineato il contrario e ribadendo che spetta ai siriani decidere le sorti di Bashar Assad.
La rapidità con cui è avvenuto il rovesciamento della politica statunitense in Siria da un lato rinnova e conferma tutti i dubbi e le perplessità circa l’attacco chimico a Khan Sheikhoun attribuito senza verifiche imparziali ai jet di Damasco e dall’altro lascia intendere come il blitz abbia risvolti legati alla politica interna statunitense e alla necessità di Trump di smarcarsi dalle accuse di legami molto stretti con Mosca, sulle quali i democratici vorrebbero portare il presidente all’impeachment.
L’attacco potrebbe quindi rappresentare un sintomo non già della forza ma bensì della debolezza di Trump, in calo nei consensi popolari e pressato anche dai “falchi” repubblicani, convinti nemici della Russia, per colpire Assad alleato di Mosca.
Una debolezza evidenziata anche dalla giustificazione del raid in cui Trump non si è appellato alla difesa della sicurezza nazionale ma alla sorte dei bambini siriani colpiti dal gas. Valutazioni di cuore umanamente comprensibili ma inaccettabili per il capo della più grande superpotenza (anche nucleare) del mondo a cui è lecito aspettarsi valutazioni pragmatiche. Del resto, se Trump avesse davvero a cuore la sorte di bambini e civili dovrebbe autoflagellarsi per la strage compiuta dai suoi cacciabombardieri a Mosul a fine marzo.
L’impatto del blitz, condotto solo con missili da crociera per non sfidare con aerei e piloti le forze aeree e i missili da difesa aerea a lungo raggio schierati dai russi in Siria, è di portata potenzialmente strategica.
Sui social media arabi Trump è celebrato come un eroe col nome di “Abu Ivanka” (cioè padre di Ivanka, la figlia primogenita di Trump) come sui conviene in arabo a un uomo che merita rispetto e considerazione. Un bel successo per il presidente che avrebbe dovuto avviare un giro di vite contro i jihadisti.
Le milizie jihadiste che combattono Assad, isolate e ormai sconfitte sul campo dalle forze di Damasco e dai loro alleati, esultano per l’attacco di Trump mentre in tutta la Siria anche le milizie ribelli che avevano accettato la tregua con i governativi per negoziare la pace hanno compiuto ieri molte violazioni del cessate il fuoco.
Il rischio è quindi che il conflitto si infiammi di nuovo in tutto il Paese, elemento che dipenderà molto dalle prossime mosse di Washington. Non è ancora chiaro infatti se Trump abbia voluto attuare un “blitz punitivo” unilaterale e sporadico che lo rafforzi sul fronte interno senza alterare (troppo) gli equilibri sul campo se il massiccio attacco missilistico a Shayrat preluda a una più intensa campagna contro Assad che si affianchi a quella già in atto contro lo Stato Islamico.
Un mix devastante per la Siria poiché combattere Assad aiuterà ad affermarsi le forze islamiste che lo contrastano col risultato che a uscirne avvantaggiate sarebbero solo le milizie che vogliono imporre la sharia in tutta la Siria (qaedisti, salafiti e fratelli musulmani) sostenute da arabi e turchi.
Nel dubbio i russi hanno già annunciato che rafforzeranno le difese aeree di Damasco, già i più occasioni perforate dai jet israeliani che colpiscono le colonne che finiscono armi ai milizia sciti libanesi Hezbollah, alleati di Assad.
L’avvio di una campagna militare tesa a destituire Assad rischierebbe di allargare il conflitto: un intervento diretto degli USA potrebbe infatti indurre turchi, sauditi e qatarini a intervenire sul campo con proprie forze al fianco dei ribelli aumentando il coinvolgimento di Russia e Iran al fianco di Assad e determinando il rischio concreto di scontri a fuoco tra russi e americani.

Una deriva che gli europei avrebbero tutto l’interesse a scongiurare.

Fonte: analisidifesa.it

Messaggio modificato da Franco60 il Lunedì, 10-Apr-2017, 02:11
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Inviato il: Venerdì, 14-Apr-2017, 01:46
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Con il raid dimostrativo sulla base aerea di Shayrat è iniziata la campagna mediatica del Pentagono.
Se dopo l'abbattimento del Su-24 ad opera dei turchi, la Russia aveva guadagnato mediaticamente terreno agli occhi dell'opinione pubblica occidentale (e rafforzato militarmente le posizioni sul campo), è incontrovertibile che con l'operazione Sarin gli USA hanno posto Putin e Assad all'angolo.
Ma la cosa che dovrebbe far preoccupare di più russi e siriani è il lento, silenzioso ma continuo rafforzamento di truppe USA nella regione (per combattere l'IS ?!?).
L'Armada inviata nella acque della Corea e il lancio odierno sull'Afghanistan della "Madre di tutte le bombe" massimizza gli sforzi mediatici dell'US War Entertainment.

Ma il Pentagono pare abbia sbagliato i suoi conti. Si sussurra che nei vicoli dei quartieri spagnoli si produca da tempo ben altro... e non è una fake news cool.gif :

Medico avverte: attenti, la bomba-Monti è più potente della Maradona
(Fonte: repubblica.it)

biggrin.gif

Tornando a cose serie:
Aerei della coalizione USA bombardano deposito di armi chimiche dell'ISIS a Deir Ezzor. Centinaia di morti e feriti
(Fonte: difesaonline.it, ansa.it)

Assad: “L’attacco chimico? Una completa invenzione”
(Fonte: lastampa.it, rainews.it, huffingtonpost.it)

e tanto per rimanere in tema di "fake news" la Cina smentisce di aver ammassato truppe al confine con la Corea del Nord:
Defense Ministry: China-DPRK border deployment reports pure fabrication
(Fonte: http://eng.mod.gov.cn)

Messaggio modificato da Franco60 il Venerdì, 14-Apr-2017, 02:34
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Franco60
Inviato il: Giovedì, 20-Apr-2017, 16:40
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Ma la cosa che dovrebbe far preoccupare di più russi e siriani è il lento, silenzioso ma continuo rafforzamento di truppe USA nella regione (per combattere l'IS ?!?).

Ad esempio questa notizia:
The U.S. military expands its network of Syrian airfields
(Fonte: warisboring.com)
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Franco60
Inviato il: Sabato, 22-Apr-2017, 13:23
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Un interessante episodio "parallelo" della storia recente:

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La SS John Harvey, carica di mustard gas, brucia nel porto di Bari dopo il bombardamento del 2 Dicembre 1943
(photo by Wikipedia)

In 1943, America killed its own troops with poison gas
(Fonte: nationalinterest.org)

Quella volta però gli americani ebbero il buonsenso di non incolpare i tedeschi. Silenzio totale su tutta la linea, tant'è vero che ancora oggi quell'episodio è pressoché sconosciuto ai più (tranne che ai baresi, che ne pagarono le conseguenze)



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Inviato il: Domenica, 23-Apr-2017, 01:00
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...e piano piano le fake news "ufficiali" raccontate dai media mainstream iniziano ad avere le gambe corte:

Trump mente sulla Siria e bluffa in Corea. L’Europa prona lo plaude
(Fonte: analisidifesa.it)

L'ONU non ha scoperto nessuna relazione tra i bombardamenti dell'aviazione siriana e l'emissione di gas sarin
(Fonte: lantidiplomatico.it)

Siria primo rapporto ONU su Idlib: vittime uccise da armi convenzionali
(Fonte: it.euronews.com)

E' bene sempre ricordare che l'invasione dell'Iraq nel 2003 fu causata da una "fake news ufficiale" sulle armi di distruzione di massa in mano al regime di Saddam Hussein, fake news per la quale ora sta rischiando l'imputazione l'allora Primo Ministro britannico Tony Blair.

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Inviato il: Lunedì, 24-Apr-2017, 07:46
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I poteri forti da sempre cercano di manipolano l'informazione e noi poveri cittadini del mondo, nonostante le nuove tecnologie, non abbiamo strumenti per capire dove stia la verità. Americani e Russi da sempre ci danno in pasto fake news ad uso e consumo delle loro esigenze: ormai non mi stupisco più.


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Inviato il: Lunedì, 24-Apr-2017, 09:55
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I poteri forti da sempre cercano di manipolano l'informazione e noi poveri cittadini del mondo, nonostante le nuove tecnologie, non abbiamo strumenti per capire dove stia la verità

"Forti" finché i poveri cittadini del mondo li ritengono credibili. Quando si supera la soglia critica della credibilità, le cose possono cambiare. Allora i poteri forti diventano "Poteri Nudi" e sono costretti a diventare meno "politically correct" con tutte le conseguenze del caso.

In merito all'attacco alla base siriana, magari mi sbaglio, ma penso che Trump l'abbia fatto più che altro ad uso interno per contenere le pressioni dei neocon (che stanno rioccupando le stanze dei bottoni) e di chi lo accusa di essere filo-russo. Il problema è che dal punto di vista delle leggi internazionali s'è messo dalla parte del torto e questo alla lunga potrebbe giocargli qualche brutto tiro.



Messaggio modificato da Franco60 il Venerdì, 28-Apr-2017, 13:41
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Inviato il: Lunedì, 19-Giu-2017, 00:50
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Un pericoloso precedente...

Syrian warplane shot down by US-led coalition
(Fonte: edition.cnn.com)

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