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> Segnalazione incontro
WinstonChurchill
Inviato il: Venerdì, 25-Ott-2013, 10:58
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Questa sera alle ore 20.30 si terrà presso l'Auditorium della Cassa Rurale della Bassa Vallagrina, in Via della Roggia ad Ala (TN) un incontro che ripercorrerà il tragico sequestro e il brutale omicidio del beato Rolando Rivi. Sul manifesto che pubblicizza l'evento, qui riprodotto, appare la frase - "Non cercatelo. Viene un attimo con noi..." - che i partigiani comunisti scrissero su un foglietto ritrovato dal padre del ragazzo, figlio di contadini, la cui unica "colpa" fu quella di avere scelto di indossare l'abito talare. Rivi morì il 13 aprile del 1945 a soli quattordici anni. Questa la ricostruzione dei fatti apparsa sulla Stampa il 28.03.2013:

"Il 10 aprile, martedì, al mattino presto Rolando va in chiesa, assiste alla celebrazione, prega, suona l’organo accompagnando i cantori, tra i quali c’è suo papà Roberto. Quindi torna a casa e mentre i suoi genitori vanno a lavorare i campi lui prende i libri sottobraccio e si reca come al solito a studiare nel boschetto a pochi passi da casa. Indossa come sempre la talare nera. A mezzogiorno, non vedendolo tornare il padre il parroco vanno a cercarlo. Trovano un biglietto: «Non cercatelo, viene un momento con noi partigiani». Alcuni partigiani comunisti lo hanno portato nella loro base, lo hanno spogliato della tonaca, lo sbeffeggiano.
Lui dice: «Sono un ragazzo, sì, un seminarista… e non ho fatto nulla di male». Viene percosso a cinghiate. Rolando piange, prega, chiede pietà. È soltanto un ragazzo. Qualcuno dei partigiani si commuove e propone di lasciarlo andare, ma gli altri si rifiutano. Decidono di ucciderlo. Lo portano in un bosco presso Piane di Monchio, in provincia di Modena. Rivi si ritrova davanti alla fossa già scavata, implora di avere salva la vita. Gli rispondono con un calcio. Allora si inginocchia e dice: «Voglio pregare per la mia mamma e il mio papà». Forse prega per i suoi stessi uccisori. Due scariche di rivoltella lo fanno rotolare a terra in una pozza di sangue. I partigiani lo coprono con qualche palata di terra e di foglie secche. La veste da prete diventa prima un pallone con cui giocare, poi viene appesa come trofeo di guerra sotto il porticato di una chiesa vicina. È il 13 aprile 1945.
Papà Roberto e il giovane curato di San Valentino, vanno a cercarlo nei boschi e per i paesi. Mentre camminano, incrociano un capo partigiano. Gli domandano: «Dov’è il seminarista Rivi?». Quello risponde: «È stato ucciso qui, l’ho ucciso io, ma sono perfettamente tranquillo».
La scena del ritrovamento è straziante. Il padre abbraccia l’esile corpo del figlio tutto sp***o di terra e di sangue, con addosso solo una maglietta e un paio di pantaloni rattoppati, legati al ginocchio. Il volto è coperto di lividi. Sarà Roberto a dettare l’epigrafe per la pietra tombale: «Vivi nella luce e nella pace di Cristo, tu che dalle tenebre e dall’odio fosti spento»".
Citazione tratta da: http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano...i-23660//pag/1/







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