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> La Cina e gli arcipelaghi
walter leotta
Inviato il: Lunedì, 25-Nov-2013, 23:31
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dal sole 24 ore di domenica 24 novembre 2013

TOKYO - Sale la tensione tra Giappone e Cina. Il premier Shinzo Abe si è detto oggi "fortemente preoccupato" per le possibili conseguenze dell'annuncio di sabato di Pechino, che ha stabilito una "Zona di identificazione per la difesa aerea" nel Mar cinese orientale che parzialmente si sovrappone allo spazio aereo giapponese intorno alle isole Senkaku (controllate da Tokyo ma rivendicate dai cinesi). Abe ha dichiarato inaccettabile questa mossa, dichiarando di temere che "cambi in modo unilaterale lo status quo nel Mar cinese orientale, provochi una escalation della situazione e causi possibili emergenze".

Prenderemo le nostre misure, ha aggiunto Abe "contro il tentativo di cambiare lo status quo con l'uso della forza in quanto siamo determinati a difendere il nostro spazio aereo e marittimo". Per il ministro degli esteri Fumio Kishida, l'iniziativa cinese è preoccupante non solo per il Giappone ma anche per altri Paesi, con riferimento alle nazioni del sud-est asiatico che hanno contenziosi territoriali in corso.
Il governo giapponese ha avuto l'appoggio di quello americano, che per bocca del segretario alla Difesa Chuck Hagel aveva subito criticato la mossa cinese come " un tentativo destabilizzante di alterare lo status quo nella regione", ribadendo fra l'altro che il trattato bilaterale di Difesa con Tokyo si applica anche alle isole Senkaku (pur senza che Washington prenda una posizione precisa sulla disputa territoriale, di cui Tokyo nega la stessa esistenza).

articoli correlatiLa Corea del Sud sceglie l'F-35 e punta alle portaerei

Anche il Segretario di Stato John Kerry era intervenuto, chiedendo alla Cina di "esercitare cautela" per evitare una escalation che "creerebbe rischi di incidenti". Gli analisti del settore difesa sottolineano che la mossa aumenta in effetti il pericolo di un confronto armato. Tokyo ha elevato una protesta diplomatica, alla quale ha fatto seguito una contro-protesta cinese sia verso Tokyo sia verso Washington.
Le zone di identificazione per la difesa aerea servono come perimetri per la difesa nazionale nel considerare se far partire o meno i caccia se aerei non identificati entrano nell'area senza previa notifica. Gli aerei che non lo faranno potranno ora essere intercettati dalla difesa cinese e, se non ne seguissero le istruzioni, potrebbero essere abbattuti. Poche ore dopo aver stabilito la nuova misura, Pechino ha già effettuato il primo pattugliamento con due aerei ricognitori, il che ha indotto il Giappone a far sorvolare dai caccia l'area interessata.

L'iniziativa di Pechino ha già di fatto alterato lo status quo. Alcune compagnie aeree _ come Korean Air _ hanno dichiarato che dovranno consegnare i piani di volo alle autorità cinesi se passano per quella zona.
Le tensioni tra Tokyo e Pechino per le isole disabitate chiamate Senkaku dai giapponesi e Diaoyu dai cinesi è esplosa l'anno scorso, quando il governo nipponico comprò tre di quelle isole da cittadini privati giapponesi, allo scopo dichiarato di evitare maggiori tensioni se il governo metropolitano di Tokyo, allora guidato dal nazionalista Shintaro Ishihara, le avesse acquistate (come aveva dichiarato di voler fare). Ma a Pechino è parsa una alterazione dello status quo, tanto che la vicenda aveva innescato un temporaneo boicottaggio di merci giapponesi sul mercato cinese.



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walter leotta
Inviato il: Martedì, 26-Nov-2013, 21:03
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seconda puntata

In appoggio alla posizione giapponese, oggi due B 52 statunitensi hanno sorvolato lo spazio aereo conteso.

domanda: ma nel 2013 si può ancora litigare per certe cose? (la domanda è rivolta a tutti e due: Giappone e Cina)


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walter leotta
Inviato il: Martedì, 26-Nov-2013, 21:26
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ed ecco l'aritoco completo da Repubblica


I B52 americani sfidano la Cina e sorvolano isole contese con Giappone
L'azione dimostrativa statunitense per contestare la decisione cinese di allargare il proprio spazio aereo difensivo. Al centro della tensione l'arcipelago Senkaku/Diaoyu rivendicato sia da Pechino che da Tokyo

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI


26 novembre 2013
NEW YORK - Per il governo di Pechino questa è potenzialmente una violazione dello spazio aereo nazionale. Per Washington ovviamente no. Di certo il sorvolo di due mega-bombardieri americani B52 nei cieli delle isole Diaoyu (toponomastica cinese) oppure Senkaku (versione giapponese) è un nuovo passo nell'escalation di quella tensione geostrategica che da settimane ha per teatro il mare della Cina orientale. Al centro di questa controversia che oppone le due potenze dell'Estremo Oriente, c'è una posta in gioco economica. Gli isolotti in quanto tali non hanno alcuna attrattiva, ma le acque circostanti sono ricche di giacimenti sottomarini di petrolio e gas naturale. Sia la Cina che il Giappone hanno due economie di trasformazione e non sono autosufficienti per il fabbisogno energetico. Importano petrolio e gas dalla Russia e dal Medio Oriente. Poter sfruttare una nuova fonte domestica è importante. Ma "domestica" per chi? La isole in questione fanno parte di una serie di arcipelaghi contesi, sui quali la Cina si sta mettendo in rotta di collisione con diversi vicini, compresi Vietnam e Filippine. La tensione con il Giappone però è la più grave, per le dimensioni delle due nazioni, la loro stazza economica (sono rispettivamente la seconda e terza economia del pianeta), la loro forza militare, e ovviamente anche il loro posizionamento nel sistema di alleanze internazionali. E' qui che entra in gioco l'America, che ha conservato un ruolo storico di "gendarme del Pacifico" dalla fine della seconda guerra mondiale.

Il penultimo gesto nell'escalation della tensione lo aveva fatto Pechino, nel weekend scorso, annunciando che gli arcipelaghi contesi verranno inclusi nella "zona di identificazione" da parte dell'aviazione militare di Pechino. E' un passaggio in più oltre alla proclamazione che quelle isole ricadono sotto la sovranità cinese: ora vi si aggiunge una loro esplicita inclusione nel perimetro di pattugliamento da parte delle forze armate cinesi. Il gesto ha mandato su tutte le furie il governo Abe, che al nazionalismo cinese ha sempre risposto con altrettanto vigore. L'entrata in campo degli Usa non si è fatta attendere. Dapprima Washington ha fatto sapere di "non riconoscere" l'inclusione delle isole nello spazio di sorveglianza aerea della Cina. Poi alle parole sono seguiti i fatti: i due bombardieri B52, decollati dalla base americana nell'isola di Guam, hanno svolto regolare missione in quello che per la Cina è un pezzo dei suoi cieli. Unico accorgimento distensivo: il Pentagono ha fatto sapere che i B52 non volavano con un carico di bombe. Ma lo schiaffo a Pechino c'è stato. Finora non è seguita una reazione bellicosa, nessun aereo cinese è decollato con la missione di intercettare o disturbare i B52. Tuttavia la memoria va all'incidente dell'aprile 2001, quando un George Bush appena insediato alla Casa Bianca dovette far fronte a una crisi seria nei rapporti con la Cina, per l'abbattimento di un aereo-spia americano e la cattura del pilota.


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de domenico
Inviato il: Martedì, 26-Nov-2013, 22:18
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Com'è noto la Cina ha appena incluso le isole Senkaku o Diaoyu (vicino alle Ryukyu, in particolare alle Sakishima Gunto, e tra queste e Formosa) nella propria zona di difesa aerea, con un messaggio non proprio rassicurante rivolto al Giappone. Due B-52 partiti da Guam hanno sorvolato per un'ora la zona delle isolette, ignorando la pretesa cinese di notifica preventiva di ogni sorvolo dell'area (che da molto tempo fa parte della sfera di sovranità assegnata al Giappone, ma com'è noto non ci sono trattati di pace con la Cina...).

PS: vedo solo ora che Walter ha già affrontato il topic. Unificherei le due uscite, da buoni amici sinceri...

Messaggio modificato da de domenico il Martedì, 26-Nov-2013, 22:20


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WinstonChurchill
Inviato il: Martedì, 26-Nov-2013, 22:25
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QUOTE
PS: vedo solo ora che Walter ha già affrontato il topic. Unificherei le due uscite, da buoni amici sinceri...


Ogni tuo desiderio è un ordine angel.png

Nonostante si stiano prodigando per colmare il gap che li separa dalle Marine tecnologicamente più avanzate, i draghetti non mi sembrano ancora pronti per la terza guerra mondiale devill.gif .


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walter leotta
Inviato il: Martedì, 26-Nov-2013, 23:25
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i draghetti non saranno mai pronti per alcuna guerra... i costi di una guerra sarebbero certamente superiori ai profitti della vittoria.. non ne varrebbe la pena meglio continuare a fare i capitalisti fingendosi comunisti

ps il primo giorno del XXI secolo ero in Laos.. ti accorgevi di essere in una dittatura solo perchè - almeno nei villaggi montani, sperduti - ogni tanto l'altoparlante del villaggio "sparava" marce popolari a tutto spiano.. ormai abbiamo contaminato il mondo e i cinesi hanno imparato alla grande


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de domenico
Inviato il: Mercoledì, 27-Nov-2013, 00:27
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QUOTE (walter leotta @ Martedì, 26-Nov-2013, 22:25)
i draghetti non saranno mai pronti per alcuna guerra... i costi di una guerra sarebbero certamente superiori ai profitti della vittoria.. non ne varrebbe la pena meglio continuare a fare i capitalisti fingendosi comunisti

ps il primo giorno del XXI secolo ero in Laos.. ti accorgevi di essere in una dittatura solo perchè - almeno nei villaggi montani, sperduti - ogni tanto l'altoparlante del villaggio "sparava" marce popolari a tutto spiano.. ormai abbiamo contaminato il mondo e i cinesi hanno imparato alla grande

L'espansionismo/rivendicazionismo cinese coinvolge ormai tutti gli arcipelaghi del Mar Cinese Meridionale (Paracel, Spratlys ecc.) in diretto conflitto con Filippine, Vietnam, Malaysia e Brunei, e si estende anche al Mar Cinese Orientale (non solo le Senkaku, ma anche zone di reefs appartenenti alla Corea del Sud). L'intervento americano si spiega quindi come un segnale per rassicurare gli alleati (Giappone, Sud Corea) nel senso che l'ombrello americano funziona ancora, in Estremo Oriente. Quindi innovazione nella politica estera in Medio Oriente (Iran) ma continuità nel Far East.


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Miky
Inviato il: Mercoledì, 27-Nov-2013, 09:06
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Certo che quella parte del mondo, considerata la corsa agli armamenti in atto, non sembrerebbe avere un futuro molto roseo sad.gif


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Odisseo
Inviato il: Mercoledì, 27-Nov-2013, 20:17
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QUOTE (Miky @ Mercoledì, 27-Nov-2013, 08:06)
Certo che quella parte del mondo, considerata la corsa agli armamenti in atto, non sembrerebbe avere un futuro molto roseo sad.gif

Non bisogna preoccuparsi di questo, noi Europei, prima di dirci tali, abbiamo irrorato di sangue le pianure dell'Europa centrale per secoli ...
Quando sarà il loro turno, staremo a vedere se saranno più bravi di noi a non spargere sangue.
Saluti.



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walter leotta
Inviato il: Venerdì, 29-Nov-2013, 16:26
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vediamo fin dove arrivano

da repubblica

Cina, aeronautica in stato di "massima allerta". Portaerei verso le isole contese con il Giappone
La risposta di Pechino alle provocazioni di Tokyo, Sud Corea e Stati Uniti, che avevano sorvolato la "zona di difesa" imposta unilateralmente da Pechino sull'arcipelago Senkaku/Diaoyu. Viaggio di Biden la prossima settimana


29 novembre 2013
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I B52 americani sfidano la Cina e sorvolano isole contese
Le isole Senkaku, contese dalla Cina al Giappone (ap)
ROMA - Resta altissima la tensione tra Cina e Giappone nel mar Cinese, dove si trovano le isole Senkaku, al centro di una rivendicazione territoriale da parte di Pechino che le chiama Diaoyu. Dopo le provocazioni di ieri da parte di Giappone e Sud Corea che hanno violato la "zona di difesa aerea" imposta dalla Cina a protezione dell'arcipelago, l'aeronautica cinese è stata messa in stato di "massima allerta". Lo ha annunciato il portavoce dell'Esercito popolare di liberazione, Shen Jianke, secondo cui Pechino prenderà inoltre misure "per affrontare diverse minacce aeree" nel suo spazio aereo.

Il tutto alla vigilia del viaggio del vice presidente americani Joe Biden che la prossima settimana sarà in Cina, Corea del Sud e Giappone.

Una fonte militare cinese ha chiarito ai media locali che l'unico obiettivo della "zona di difesa" è proprio Tokyo: "Ciò che dobbiamo fare al momento è contrastare con fermezza tutte le azioni di provocazione del Giappone". I sorvoli di aerei statunitensi e sudcoreani nella "zona proibita", secondo quanto riferisce la stampa cinese, "possono essere ignorati".

Sono in viaggio pattuglie aeree per proteggere l'area dalle intrusioni nemiche, cominciate martedì scorso quando due bombardieri B-52 statunitensi hanno sorvolato la zona come azione dimostrativa contro la decisione cinese di allargare il proprio spazio aereo difensivo. Le pattuglie sono "una misura in linea con la pratica comune internazionale", ha precisato Shen.

Le mosse cinesi non sono finite qui. La portaerei cinese Liaoning, l'unica della Repubblica popolare cinese, ha attraccato oggi per la prima volta in una base militare del mar della Cina Meridionale, vicino all'arcipelago al centro dello scontro. Secondo l'agenzia Xinhua, la Liaoning è partita martedì dal porto orientale di Qingdao, ha attraversato giovedì lo stretto di Formosa ed è arrivato oggi nella base di Sanya, nella provincia insulare cinese dell'Hainan. La portaerei, che è entrata ufficialmente in servizio circa un anno fa, è accompagnata dai cacciatorpedinieri Shenyang e Shijiazhuang e dalle fregate Yantai e Weifang.


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de domenico
Inviato il: Giovedì, 08-Mag-2014, 09:55
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Nel Mar Cinese Meridionale ci sono tensioni (con Vietnam e Filippine), nel Mar Cinese Orientale ci sono tensioni (col Giappone per le Senkaku/Diaoyu), nel Mar Giallo ci pensa la Repubblica Democratica Popolare di Corea da par suo ...


http://edition.cnn.com/2014/05/08/world/as....html?hpt=hp_t3


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WinstonChurchill
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Francesco ho unito il tuo messaggio alla discussione aperta da Walter sostituendone il titolo, La Cina e il Giappone litigano, con quello, un po' più calzante, considerati gli interventi che si sono succeduti, che avevi dato al tuo topic winks.gif .


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de domenico
Inviato il: Martedì, 27-Mag-2014, 11:19
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Iscandar
Inviato il: Martedì, 27-Mag-2014, 14:04
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il video

http://youtu.be/FajkGUmzy0M

Messaggio modificato da Iscandar il Martedì, 27-Mag-2014, 14:06


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Inviato il: Sabato, 30-Mag-2015, 10:38
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In questi giorni non ho avuto modo di segnalare questa notizia che tuttavia non mi pare debba passare sotto silenzio:

"Isole contese, una nave Usa sfida le ambizioni di Pechino
Washington in soccorso degli alleati nel Pacifico. L’ira della Cina
Articolo di Paolo Mastrolilli inviato a New York

Siamo arrivati agli avvertimenti espliciti, fra Cina e Stati Uniti, per la disputa sul controllo delle isole nel mare davanti alla Repubblica popolare. Pechino vuole imporre la sua presenza militare, e Washington ha risposto con un piano per la protezione degli alleati, che ha avuto una prima applicazione quando nei giorni scorsi la nave da guerra Fort Worth ha attraversato le acque contese per attraccare nelle Filippine. I cinesi hanno ammonito gli americani a non provocare, e gli analisti già vedono il rischio di incidenti che potrebbero infuocare la regione.

Il controllo delle acque

La disputa riguarda in generale il Mar meridionale cinese, a sud della Repubblica popolare. Ha insieme un grande valore strategico e interessanti prospettive di sviluppo per le sue riserve naturali, incluso il petrolio. Geograficamente, queste acque si trovano fra Cina, Filippine, Vietnam, Malaysia e Brunei, ma Pechino le considera sue. La contesa è centrata in particolare sulle isole Spratly, che anche Manila rivendica. Negli ultimi tempi la politica della Repubblica popolare si è fatta più aggressiva, al punto che è arrivata alla costruzione di cinque isolette artificiali, usate anche per realizzare piste di atterraggio per gli aerei. Gli alleati americani come le Filippine, ma anche gli altri Paesi della regione, come il Vietnam, hanno lanciato l’allarme. La Cina in sostanza considera quel mare suo e intende occuparlo.

La reazione americana

Washington ha reagito stilando un piano che prevede pattugliamenti ricorrenti delle acque che invece sono internazionali, in base alle leggi attuali riconosciute a livello globale. Le operazioni in futuro potrebbero comprendere il transito di portaerei e i voli di sorveglianza, ma intanto la Fort Worth ha lanciato il primo segnale, navigando nella zona contesa per dirigersi verso le Filippine, seguita passo dopo passo dalla fregata cinese Yancheng. Il ministero degli Esteri di Pechino ha preso nota, e ha lanciato questo monito attraverso il suo portavoce Hua Chunying: «La libertà di navigazione non dà agli aerei e alle navi militari di un Paese il libero accesso alle acque territoriali e allo spazio di un altro». Quindi ha chiarito che se queste operazioni continueranno, la Repubblica popolare prenderà le sue misure.

«Operazioni di routine»

Il Pentagono però non ha fatto una piega. Come prima cosa ha notato che quelle dove è passata la Fort Worth non sono acque territoriali cinesi, e poi, attraverso il capitano Fred Kacher, ha aggiunto che «come parte del nostro riequilibrio strategico per portare le piattaforme più nuove e capaci della Marina militare nella zona Indo-Asiatica-Pacifica, queste forze hanno una presenza regolare nel Sudest asiatico. Operazioni di routine come quella appena completata dalla Fort Worth diventeranno la nuova normalità, e daremo il benvenuto ad altre unità simili nei prossimi anni». Dunque siamo al confronto esplicito.
Durante il fine settimana il segretario di Stato John Kerry sarà a Pechino per discutere anche di queste tensioni, in preparazione della visita che il presidente Xi farà negli Usa in autunno".

Articolo tratto da: http://www.lastampa.it/2015/05/15/esteri/i...lZL/pagina.html


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