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> Recupero motoscafo a -245m. nel Garda
Volontari del Garda
Inviato il: Mercoledì, 03-Dic-2014, 09:37
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Quelle che seguono sono due immagini del recupero di un relitto più profondo mai tentato nel Lago di Garda. Si tratta di un relitto recente, che il proprietario stesso ci ha commissionato, ma che ha la particolarità di essere stato eseguito da 245m. di profondità e senza l'utilizzo di sommozzatori in immersione (ma solo in superficie).

La sfida non era da poco, ma l'esperienza trentennale in queste operazioni e una buona dose di "tecnica creativa" ci ha permesso di ottenere questo record.

A grandi linee la tecnica di recupero è semplice e prevede l'uso di un ROV (Robot con telecamera e pinza filoguidato) e di un sonar di profondità a supporto.
Per prima cosa bisogna agganciare il relitto ad un punto saldo (una bitta, un anello di prua o del motore) con una cima abbastanza robusta fino in superficie. Fatto questo un verricello salpa-ancore di potenza adeguata riporta il relitto alla superficie, dove viene rimesso in galleggiamento con l'uso di palloni pressostatici o pressodinamici, svuotato e trainato ad una gru di alaggio.

Il problema principale, come si può immaginare, è l'aggancio.
Manovrare il ROV che deve infilare un gancio nell'anello di prua con 250m. di cima da 1cm. al traino è impensabile. L'attrito della corrente sulla lunghezza della cima non permette manovre così precise.
Così abbiamo costruito un marchingegno formato da un normale gancio da verricello modificato con l'aggiunta di una barretta anteriore che facesse da “guida” per infilare l'anello e da una cima posteriore di due metri di lunghezza con all'estremità un anello robusto e galleggiante di circa 50cm. di diametro.
Ora il compito del manovratore del ROV era più semplice. Il primo aggancio infatti non necessita di trasportarsi dietro tutta la cima ma solo questo pezzetto.
Infilato l'anello di prua e rilasciato il marchingegno (fino a questo momento tenuto dalla pinza del ROV), il relitto si trova agganciato all'anello di prua con un anello ben più grande due metri più in alto, che diventa un bersaglio più semplice da arpionare quando il ROV ridiscenderà con la lunga cima di recupero al traino.
Infatti con la seconda discesa il ROV si porta appresso lo stesso tipo di gancio modificato ma questa volta con la cima che va in superficie. Ora basta infilare il ferro-guida anteriore dentro il grande anello e dalla barca in superficie, tirando verso l'alto la cima principale, l'aggancio si realizza in un attimo.
A questo punto il verricello inizia il lento recupero fino a quando, a -10m., i sommozzatori provvedono al corretto imbrago, al rigalleggiamento ed allo svuotamento del relitto (questa è un'operazione di routine).

Il tutto condito dalle condizioni climatiche del Garda che spostano la direzione del vento in superficie almeno due volte al giorno. Per fare un lavoro simile infatti la barca principale deve rimanere immobile sulla verticale del relitto per almeno 4 o 5 ore, cosa che richiede un ancoraggio con almeno tre punti ben distanti tra loro.

Insomma, tanta esperienza, tanto ragionamento, tanto lavoro e per fortuna anche tanta soddisfazione...

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Messaggio modificato da Volontari del Garda il Mercoledì, 03-Dic-2014, 09:47


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Miky
Inviato il: Mercoledì, 03-Dic-2014, 10:32
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Splendido lavoro clap.gif clap.gif . Complimenti! Per caso avete anche qualche filmato relativo alle manovre eseguite in immersione?


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Iscandar
Inviato il: Mercoledì, 03-Dic-2014, 10:44
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Complimenti, ancora una volta dimostriamo che nei recuperi siamo secondi a pochi.


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Volontari del Garda
Inviato il: Mercoledì, 03-Dic-2014, 14:01
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Purtroppo nella concitazione ci siamo dimenticati di registrare il primo aggancio, quello all'anello di prua. Posso mostrare il secondo aggancio, quello all'anello di corda, che tra l'altro è ben visibile con il gancio attaccato nella prima fotografia del primo post in basso a destra.

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Miky
Inviato il: Mercoledì, 03-Dic-2014, 14:07
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Grazie mille smile.gif


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WinstonChurchill
Inviato il: Mercoledì, 03-Dic-2014, 15:59
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La ringrazio molto Turrini per questo report e naturalmente mi associo ai complimenti per l'ottimo lavoro eseguito.


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