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> I sommergibili francesi della II GM
walter leotta
Inviato il: Venerdì, 15-Mar-2013, 13:28
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FRANCIA

I successi ottenuti dagli U-boote nella Prima Guerra Mondiale ebbero così profonda influenza tra i vertici politico-militari delle potenze vincitrici tanto che in occasione della Conferenza Navale di Washington si scontrarono due tesi completamente opposte portate avanti da Gran Bretagna e Francia, ritornate a indossare ad appena tre anni dalla fine vittoriosa del conflitto il ruolo di eterne rivali come nelle migliori tradizioni dei secoli precedenti. La prima, che aveva perdite dolorosissime, chiedeva senza mezzi termini la definitiva cancellazione dei sommergibili dell’organigramma delle flotte mentre la seconda, testimone del continuo declino della propria componente di superficie, ne esaltava le potenzialità in quanto unici strumenti di una certa efficacia per affrontare le Marine più importanti (Usa, Giappone e la stessa Royal Navy ovviamente). Con queste premesse Parigi, forte anche dell’appoggio giapponese e italiano (e di quello statunitense, anche se meno “entusiasta” per non irritare troppo i cugini europei), si era opposta non solo alla eliminazione del sommergibile ma anche a porre a qualsiasi limite, sia per quanto riguardava il tonnellaggio complessivo della flotta subacquea sia per il dislocamento di ogni unità. Identica sorte fu riservata alla mediazione Usa di proporzionare il loro numero a quello delle navi di battaglia o alla contro-proposta minimale britannica di vietarne l’utilizzo nella guerra commerciale riservandolo esclusivamente ai danni del naviglio militare.
Lo scontro si ripropose nove anni più tardi alla Conferenza di Londra nel corso della quale la Gran Bretagna riuscì a portare sulle proprie tesi gli Stati Uniti lasciando sulla linea di demarcazione l’Italia che si dichiarò favorevole all’“opzione zero” a patto che la stessa coinvolgesse anche le unità di superficie superiori alle 10.000 tons, vale a dire le navi da battaglia. Ne uscì una soluzione compromissoria con la Francia che diede il suo assenso ad alcune condizioni di minore importanza come la presenza in ogni Marina di non più di tre unità di dislocamento superiore alle 2.000 tons, il 130 mm quale calibro massimo dell’artiglieria di bordo e i 13 anni come limite della vita operativa di ciascun battello. Per venire incontro alle sollecitazioni britanniche, i francesi confermarono la loro adesione all’articolo 22 secondo il quale nell’azione ai danni di unità mercantili il sommergibile doveva comportarsi come le navi di superficie, vale a dire porre in salvo l’equipaggio prima di procedere all’attacco. Da una parte la Gran Bretagna che disponeva della più grande flotta mercantile del mondo, poteva ritenersi soddisfatta perché, oltre a essere riconosciuto lo spirito umanitario delle democrazie occidentali opposto alla barbarie tedesca di sempre, si penalizzava fortemente la guerra sottomarina in quanto “porre in salvo l’equipaggio” significava non semplicemente dare la possibilità di calare in mare le scialuppe di salvataggio ma addirittura prendere in custodia i naufraghi in attesa dell’arrivo di mercantili neutrali o di trasportarli in terraferma. Dall’altra c’era il compiacimento di Parigi perché nell’attribuire ai sommergibili le stesse regole delle altre unità ne veniva riconsciuto il ruolo di “normale” mezzo bellico, confermando quel “diritto all’esistenza” messo in discussione sin dagli anni Venti. All’atto pratico il Submarine Protocol si rivelò un cumulo di proponimenti assolutamente inattuabili: poche ore dopo lo scoppio del conflitto, segnato dalla perdita per siluramento del liner “Athenia”, la Gran Bretagna denunciò il trattato dando il via alla guerra sottomarina senza restrizioni al contrario di quanto fece il governo francese che rigettò la proposta dell’ammiraglio Francois Darlan, Capo di Stato Maggiore della Marina dal 1 gennaio 1937, di adottare lo stesso atteggiamento della Royal Navy.
Se sulle potenzialità dei sommergibili i comandi della Marina non avevano alcun dubbio, le tattiche d’impiego erano assolutamente superate. Quale compito principale infatti la Francia continuava a propugnarne l’utilizzo a sostegno delle navi da battaglia con compiti esplorativi e di contrasto nonostante risultante evidente l’impossibilità di sostenere la velocità della navi di linea ormai prossima ai trenta nodi e l’estrema difficoltà a mantenere i collegamenti tra battelli subacquei, unità di superficie e velivoli. Ai sommergibili inoltre erano richiesti compiti strettamente difensivi come la protezione delle coste nazionali e delle colonie, e la difesa dei convogli atlantici, una missione, quest’ultima, inutile e di impossibile attuazione come dimostrarono le esperienze belliche dei primi mesi che logorarono fortemente uomini e mezzi. Ovviamente era compresa, seppur con scarsa enfasi, anche l’offesa al traffico marittimo avversario che si sarebbe sviluppata lungo le rotte tra Stati Uniti e Germania, nelle acque del Mare del Nord e addirittura nel Baltico, e infine nel Mediterraneo. Infine, a ulteriore dimostrazione di teorie ormai desuete, i manuali non prevedevano l’attacco notturno di superficie o l’impiego del cannone privilegiando unicamente l’azione diurna in immersione.
Diverse opzioni tecniche si rivelarono altrettanto inefficace a partire dall’impiego dei siluri da 400 mm destinati a essere utilizzati contro mercantili di piccolo dislocamento a fianco dei classici da 550 mm tanto che, resisi conto della loro inutilità ne fu decretato l’abbandono. Soluzione discutibile fu pure l’installazione di torrette lanciasiluri brandeggiabili elettricamente, non ricaricabili in missione, posizionate a prua e poppa della torretta oppure all’estremo poppa, che dovevano consentire alle unità in immersione in posizione sfavorevoli di colpire ugualmente il bersaglio: ideate per sopperire alle deficienze dei guidasiluri nei lanci angolati, la loro presenza complicò ancor più la delicata fase di lancio. Tali sistemi inoltre comportavano una minore solidità dello scafo, problemi di stabilità e una resistenza all’avanzamento con penalizzazione della velocità, caratteristica ritenuta fondamentale per operare a fianco della Flotta d’Alto Mare. Inoltre il sistema della saldatura elettrica – necessaria per la realizzazione di battelli più robusti e sicuri – fu introdotta tardi rispetto ai concorrenti tanto che non tutte le unità poterono essere rimodernate in tempo utile per la scarsità di risorse economiche. I valori relativi alla profondità massima raggiungibile – 80 metri rispetto ai 150 dei tedeschi tipo “VII” – e alla portata delle apparecchiature d’ascolto effettivamente limitata a 8-10.000 metri, erano largamente insufficienti composte com’erano da 12 o 16 microfoni [modelli G12 e G16] rispetto ai 48 che costituivano i sistemi presenti sugli U-boote: inoltre tali apparecchiature diventavano praticamente inutilizzabili quando la velocità in immersione raggiungeva i 5-6 nodi a causa dei forti rumori provocati dall’elica. Non esistevano centraline di lancio né siluri elettrici e acciarini magnetici; gli apparati motori risultavano fragili, di scarsa potenza rispetto ai rivali, e molto rumorosi. Ulteriore handicap era la straordinaria lungaggine della gestione dei programmi in quanto dalla progettazione all’entrata in servizio poteva trascorrere anche un decennio con il fondato rischio che le unità risultassero superate prima ancora di scendere in mare: il record fu del “Surcouf”, il sommergibile-incrociatore più grande dell’epoca, per la cui realizzazione ne occorsero addirittura 14. Da considerare infine l’età dei battelli, la cui vita operativa era fissata in dieci anni, un limite questo che alla vigilia della guerra era ormai prossimo per numerose unità se non abbondantemente superato: nel 1939 l’età media della flotta subacquea era di sette anni con i 9 “Requin” e i 3 “Siréne” che avevano raggiunto i dodici mentre i restanti 7 da “600 tonnes” erano intorno alla soglia massima. In conclusione non deve stupire se i battelli costruiti tra i due conflitti fossero di qualità mediocre, afflitti in continuazione da problemi di varia natura a propulsori, batterie, periscopi e altro come dalle frequenti e prolungate soste in bacino.
Al termine della Prima Guerra Mondiale lo Stato Maggiore della Marina francese iniziò la disamina dei futuri scenari internazionali prendendo in esame diverse ipotesi, tra cui un conflitto anche contro la Gran Bretagna che, neutralizzata la Germania, considerava la stessa Parigi la nuova minaccia per la pace mondiale. Archiviata la crisi tra Alleati provocata dalla contrastata ratifica del Trattato di Pace di Versailles, le attenzioni si rivolsero verso gli avversari di sempre, Germania in primis e Italia. Per quanto riguarda la componente sottomarina, il programma presentato il 30 settembre 1920 dal nuovo Capo di Stato Maggiore ammiraglio Salaun prevedeva che in caso di conflitto con la sola Germania sarebbe stato necessario un minimo di 92 battelli (44 oceanici, 40 costieri, 8 posamine), 100 in una guerra con l’Italia (24, 64, 12) e 168 (68, 80, 20 per complessive 130.000 tonnes) nella malaugurata ipotesi di uno scontro con ambedue le nazioni. Si trattava di numero ambiziosi studiati per riportare agli antichi splendori una Nazione che se all’inizio del secolo era ancora la seconda Potenza marittima solamente dietro alla Gran Bretagna, nel corso del conflitto era scivolata al quinto posto superata da Stati Uniti, Germania, Giappone e pericolosamente avvicinata dall’odiata Italia. Il Programma Navale del 1912 votato dal Parlamento consentiva alla Francia di disporre di 690.000 tonnellate di naviglio più 250.000 tonnellate in costruzione. Nel corso del conflitto a fronte di perdite per complessive 111.745 tonnellate (4 corazzate, 5 incrociatori, 13 cacciatorpediniere e torpediniere, 3 cannoniere e 14 sommergibili) non venne realizzata alcuna unità da guerra ma solo naviglio ausiliario tanto che al termine della Prima Guerra Mondiale la Marina disponeva di 485.000 più 130.000 in costruzione.
Fin da subito fu chiaro che un simile piano, della durata ventennale, era destinato a rimanere sulla carta. A parte le carenze della cantieristica nazionale, la barcollante Terza Repubblica non aveva né la volontà politica né tantomeno le disponibilità economiche per sostenere un tale programma di costruzioni al termine del quale la Marina nel 1939 avrebbe potuto contare su un tonnellaggio complessivo di 1.415.350 t di unità da combattimento. Nel settore Difesa poi, gli sforzi maggiori erano concentrato sull’Esercito – questo sì il più potente del mondo – nella profetica convinzione che prima o poi la Germania sarebbe ritornata ad essere l’avversario più pericoloso. A dimostrazione di ciò, appena due anni più tardi all’indomani della Conferenza navale di Washington, il nuovo piano abbassava il “minimo vitale” dei sommergibili a 86 (8 oceanici, 48 costieri, 30 posamine) valutando persino la possibilità di scendere a soli 65 (8, 39, 18) preso atto che, comunque, la Germania pur con riluttanza stava adempiendo ai ferrei obblighi di disarmo imposti dai vincitori.
Le discussioni continuarono nel biennio successivo quando della materia fu investita l’apposita Commissione Parlamentare e la situazione si fece ancora più confusa. Un apposito progetto di legge stabilì che il tonnellaggio complessivo avrebbe raggiunto le 94mila tonnellate senza però indicare il numero delle unità e su successiva iniziativa dei rappresentanti delle Colonie, il numero dei battelli costieri venne portato a 48 unità, superiore alle richieste della stessa Marina. Dopo infinite discussioni, la Legge Navale fissò l’obiettivo finale a 94 unità riducendo la vita operativa dei singoli battelli da 17 a 12 anni. La crisi economica internazionale del 1929 e la Conferenza nazionale di Londra obbligarono la Marina a rivedere i propri piani (nel 1930, tanto per fare un esempio, il budget era inferiore del 18 per cento rispetto a quello d’anteguerra del 1914). Preso atto della gravità della situazione, il 16 marzo 1935 il tonnellaggio complessivo venne portato a 75.000 tonnes, appena sufficiente per la sostituzione delle unità più anziane. Due anni più tardi il nuovo Capo Stato Maggiore, ammiraglio Darlan, a seguito della crisi spagnola sollecitò il governo a varare un programma straordinario di 12 unità: la richiesta giunse nel momento meno opportuno, proprio quando l’esecutivo si apprestava a ridurre ancor più il bilancio della Difesa per far fronte a una crisi finanziaria senza precedenti, ma a parte le considerazioni di carattere economico, per essere attuata nei termini previsti la proposta avrebbe significato per i lavoratori dei cantieri il ritorno alle 48 ore, assolutamente impensabile. Alla fine di questo balletto di cifre, la realtà era che dal 1926 (anno di entrata in servizio della prima unità post-bellica) al settembre 1939 la Marina ricevette 81 nuovi sommergibili di cui però allo scoppio del conflitto ne rimanevano in servizio 77 in quanto quattro erano rimasti vittime di incidenti (Ondine, Prométhée, Phènix) o radiati (Nymphe). Le unità operative appartenevano alle seguenti classi: 9 “Requin”, 10 tipo “600 tonnes” (3 serie “Siréne”, 3 “Ariane”, 4 “Circé”), 29 tipo “1.500 tonnes” classe “Redoutable”, 1 “Surcouf”, 16 tipo “630 tonnes” (5 serie “Argonaute”, 2 “Orion”, 9 “Diane”), 6 “Minerve”, 6 “Saphir”. Le unità ordinate o già in fase di allestimento appartenevano alla classi “Aurore”, “Roland Morillot”, “Emeraude” e “Phénix” ma solamente il capoclasse Aurore fu immesso frettolosamente in servizio poche ore prima della resa. Per il rinnovo della flotta subacquea era stato previsto un programma a lungo termine di 42 costruzioni: 11 della classe “Roland Morillot” (progetto Z-2, 1.810 t, versione migliorata dei “Redoutable”), 27 “Aurore” (progetto Y-3, 893 t, miglioramento dei “630 tonnes”) di cui 15 ordinati nel dicembre 1939, e i 4 posamine “Emeraude” (progetto V-2, 925 t). Inoltre nel 1938 era stato messo in cantiere il Phénix (progetto Y-4), prima unità di una serie di battelli derivati anch’essi dai “630 tonnes”.
Come stabilito dai Trattati internazionali vigeva la suddivisione in oceanici (sous-marins de 1re classe, ovvero unità di dislocamento superiore alle 850 t. standard in superficie) e costieri (sous-marins de 2e classe, inferiori a 850 t.), presenti rispettivamente in 38 e 32 esemplari, più il Surcouf e i 6 posamine “Saphir”. Nel settembre 1939 i battelli erano ripartiti in tre Escadres (1re a Brest, 16 unità; 2e a Tolone, 19 unità; 6e a Orano, 12 unità) composte da battelli costieri e oceanici, inserite nelle Forces de Hautes Mer, e in Comandi regionali con sedi a Cherbourg (Préfet Maritime, PREMAR I), Brest (PREMAR II) e Biserta (PREMAR IV) da cui dipendevano le unità posamine, in allestimento, ai grandi lavori oppure in riserva. Alla PREMAR III di Tolone dipendevano l’Ecole di Navigation Sous-Marine (ENSM) e la Commission d’Etudes Pratiques des Sous-Marins (CEPSM). L’unità fondamentale era rappresentata dalla Division de Sous-Marins (DSM), articolata su due sezioni, composta normalmente da quattro battelli. Le DSM erano complessivamente 21: da 1 a 8 per i battelli da 1.500 tonnes; 9 e 10 da 1.100 tonnes (i “Requin”); da 11 a 19 da 600 tonnes; 20 e 21 per i posamine. Più divisioni formano le escadrilles a loro volte inquadrate nelle flottilles: nel gennaio 1940 escadrilles e flottilles furono soppresse e rimpiazzate dai groupes sotto responsabilità dei comandi di settore. Per quanto riguardava i distintivi ottici, il 22 febbraio 1939 entrò in vigore una numerazione composta da una doppia cifra dipinta in rossa sulla falsa torre: la prima indicava la divisione, la seconda il numero d’ordine. Le sovrastrutture dei battelli atlantici erano dipinte in blu prussia, quelli mediterranei verde bottiglia.

I sommergibili
Come detto, il rinnovamento della flotta subacquea, e dell’intera Marina, iniziò con il programma navale del 18 aprile 1922, quando i sommergibili in servizio erano 48, comprese sei unità originariamente ordinate da Paesi stranieri e requisite allo scoppio del conflitto, e undici U-Boote tedeschi. Il primo ordine di nuove unità fu rappresentato dai sei battelli di grande patrouille della classe “Requin” seguiti l’anno successivo dai restanti tre, basati sui piani del STCAN – la sezione sottomarini della Marina Nationale – diretto dall’ingegnere capo del genio marittimo Léon Roquebert. La loro realizzazione (progetto C-4) fu influenzata dalle soluzioni costruttive adottate sulle unità tedesche, 50 delle quali erano stato ottenuto in conto riparazioni danni. In ossequio alle dottrine in vigore, i “Requin” – sommergibili a scafo doppio - avrebbero dovuto cooperare con la flotta di superficie, concorrere alla difesa dei possedimenti coloniali ed effettuare missioni a largo raggio ma si rivelarono unità dalle caratteristiche generali mediocri, con una velocità in superficie insufficiente per i compiti loro assegnati, afflitte anche da numerosi problemi specialmente all’apparato motore. Il primo battello, il capoclasse, venne varato il 19 luglio 1924 a Cherbourg alla presenza del Ministro per la Marina Jacques-Louis Dumesnil. Nel 1936 furono sottoposti a lavori di ammodernamento nei cantieri Penhoet, Dubigeon e de la Seine che interessarono lo scafo e i motori: dopo un lungo periodo di prove rientrarono in servizio nel 1937-38.
Perdite (): Caiman, Dauphin,
classe “Requin”
[9 unità]
[974 / 1.441 t; 78,25x6,84x4,5 m; 2.900 / 1.800 hp; 15,5 / 9 nodi; 6.650/10 - 105/5 mg/nodi; 10x550 tls da mm (14 siluri) 1x100 2x8 mm; profondità: 80 m; 54 uomini]
Caiman
7.2.1928 [Arsenal de Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [LV Mertz]. Riportato a galla dai tedeschi il 15 febbraio 1943, definitivamente distrutto l’11 marzo 1944 in un’incursione aerea statunitense.
Missioni: [1939 Golse, 1942 Mertz]
Successi: nessuno
Dauphin
22.11.1927 [Arsenal, Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Biserta il 28 febbraio 1941. Catturato l’8 dicembre 1942 a Biserta dalle forze tedesche, venne preso in consegna dalla Regia Marina come FR-115 ma non ebbe impieghi operativi. Trasferito a Pozzuoli, fu catturato dai tedeschi nel settembre 1943 in occasione nell’armistizio.
Missioni: []
Successi: nessuno
Espadon
16.12.1927 [Arsenal, Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo nell’aprile 1941 a Biserta. Catturato dai tedeschi l’8 dicembre 1942 a Biserta e consegnato alla Regia Marina come FR-114. Rimorchiato a Castellamare di Stabia, catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 e demolito.
Missioni: []
Successi:
Marsouin
7.9.1927 [Arsenal, Brest]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Fuggito da Tolone il 27 novembre 1942, tre giorni più tardi riuscì a raggiungere il porto di Algeri consegnandosi agli Alleati [LV Robert Mine]. Radiato il 18 febbraio 1946.
Missioni: [1940 Lorthioir, 1941 Briand, 1942 Robert Mine]
Successi: nessuno
Morse
10.2.1928 [Arsenal de Cherbourg]. Affondato il 16 giugno 1940 nelle acque tunisine per l’esplosione di una mina appartenente a uno sbarramento difensivo francese realizzato a protezione del porto di Sfax [LV Jean G.C. Paris KIA, 53 vittime, nessun superstite]. Il relitto è stato individuato e recuperato nel 1956.
Missioni: [1939 Jean L’Herminier, 1940 Jean G.C. Paris]
Successi: nessuno
Narval
23.7.1926 [Arsenal de Cherbourg]. All’atto dell’armistizio si consegnò agli Alleati a Malta, raggiunta il 26 giugno 1940, per poi essere trasferito alle FNFL. Affondato il 15 dicembre 1940 nelle acque tunisine di Sfax per l’esplosione di una mina dello stesso sbarramento francese che aveva provocato anche la perdita del Morse [LV Francois Drogou KIA, 50 vittime, nessun superstite]. Il relitto è stato recuperato nel novembre 1957.
Missioni: [1940 Golse, Francois Drogou]
Successi: nessuno
Phoque
7.5.1928 [Arsenal de Brest]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Biserta nell’aprile 1941. Catturato dai tedeschi l’8 dicembre 1942, consegnato alla Regia Marina e ribattezzato FR-111. Affondato nel febbraio 1943 dalle bombe di un aereo alleato.
Missioni: []
Successi: nessuno
Requin
28.5.1926 [Arsenal de Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Biserta. Catturato dai tedeschi l’8 dicembre 1942, consegnato alla Regia Marina e ribattezzato FR-113. Rimorchiato a Genova venne catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 e demolito.
Missioni: [1940 Prévost-Sansac de Traversay]
Successi: nessuno
Souffleur
10.8.1926 [Arsenal de Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato il 25 giugno 1941 al largo di Beirut dal sommergibile britannico Parthian [LV Benoit Lejay KIA, 52 vittime, nessun superstite]. Il relitto è stato individuato nel 1994.
Missioni: [1940 Benoit Lejay]
Successi: nessuno

Sempre con il programma navale del 1922 la Marina francese passò un primo ordine per 6 battelli di moyenne patrouille del tipo “600 tonnes” da impiegare per la difesa delle coste e il blocco delle basi avversarie. Alla loro realizzazione furono interessati tre cantieri privati che presentarono progetti tra loro differenti soprattutto per la scelta dell’apparato motore: i “Sirène” (tipo Loire-Simonot) ebbero diesels Sulzer, i “Circé” (tipo Schneider-Laubeuf) degli Schneider e gli “Ariane” (tipo Normand-Fenaux) dei Normand-Vickers. In un primo momento la Marina li respinse tutti e tre ritenendoli inadeguati, approvandoli successivamente a seguito dell’effettuazione di alcune modifiche, pur non ritenendoli completamente soddisfacenti. In effetti i “600 tonnes”, dotati comunque di buona manovrabilità e semplicità di conduzione, si rivelarono poco riusciti caratterizzati da alcune criticità tra cui una pessima abitabilità. Il progetto iniziale di questi sommergibili a scafo doppio, prevedeva un cannone da 100 mm, effettivamente installato sui “Circé”, ma successivamente si ripiegò su un pezzo antiaereo da 75 mm. All’inizio del conflitto ne rimanevano in servizi dieci, in quanto l’Ondine andò perduto il 3 ottobre 1928 al largo di Vigo a causa di una collisione con un mercantile greco, mentre il Nymphe venne radiato nel 1938. A questo proposito, per gli “Ariane” si dovrebbe parlare di serie “Ondine” come in effetti era previsto originariamente, ma la perdita dell’unità capoclasse, avvenuta poche settimane dopo il completamento, comportò la modifica della dizione dei battelli realizzati sui piani Normand-Fenaux.
tipo 600 tonnes - classe “Sirène”
[3 unità]
[548 / 764 t; 64x5,2x4,3 m; 1.200 / 1.000 hp; 14 / 7,5 nodi; 3.500/7,5 - 75/5 mg/nodi; 7x550 tls da mm (8 siluri) 1x75 2x8 mm; profondità: 80 m; 41 uomini]
Galatée
6.5.1927 [Ateliers et Chantiers de la Loire, Nantes]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Tolone. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per impedirne la cattura da parte della truppe tedesche. Riportato a galla il 25 giugno 1943 dai tedeschi, non venne ripristinato.
Missioni: [1940 Bertrand]
Successi: nessuno
Naiade
6.5.1927 [Ateliers et Chantiers de la Loire, Nantes]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo nel settembre 1940 a Tolone. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per impedirne la cattura da parte della truppe tedesche. Riportato a galla dai tedeschi il 16 marzo 1943 e poi dagli italiani il successivo 17 luglio. Distrutto il 24 novembre 1943 in un’incursione aerea statunitense.
Missioni: [1940 Blachère]
Successi: nessuno
Sirène
12.3.1927 [Ateliers et Chantiers de la Loire, Nantes]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo nel settembre 1940 a Tolone. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per impedirne la cattura da parte della truppe tedesche. Riportato a galla il 23 marzo 1943 dai tedeschi, non venne ripristinato.
Missioni: [1940 Hamon]
Successi: nessuno

tipo 600 tonnes - classe “Circé”
[4 unità]
[552 / 785 t; 62,48x6,2x4,3 m; 1.250 / 1.000 hp; 14 / 7,5 nodi; 3.500/7,5 - 75/5 mg/nodi; 7x550 tls da mm (8 siluri) 1x100 2x8 mm; profondità: 80 m; 41 uomini]
Calypso
12.5.1928 [Schneider, Chalons sur Saone]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo nel dicembre 1940 a Biserta. Catturato a Biserta l’8 dicembre 1942 dalle truppe tedesche. Preso in consegna dalla Regia Marina, non assunse alcun identificativo. Affondato il 31 gennaio 1943 a Biserta in un’incursione aerea alleata.
Missioni: [1940 Petit]
Successi: nessuno
Circé
29.1.1927 [Schneider, Chalons sur Saone]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo nel dicembre 1940 a Biserta. Catturato a Biserta l’8 dicembre 1942 dalle truppe tedesche. Ribattezzato FR-117 dalla Regia Marina, mai utilizzato e autoaffondato nel maggio 1943 in occasione dell’occupazione alleata della località.
Missioni: [1940 Frossard]
Successi: nessuno
Doris
26.5.1928 [Schneider, Chalons sur Saone]. Affondato il 9 maggio 1940 al largo delle coste olandesi dal sommergibile tedesco U-9 [CC J.E.M. Favreul, 42 vittime].
Missioni: [1940 Favreul]
Successi: nessuno
Thétis
24.2.1928 [Schneider, Chalons sur Saone]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Tolone nel maggio 1941. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche. Riportato a galla dai tedeschi il 1 marzo 1943 non venne però rimesso in servizio.
Missioni: [1940 Lefevre]
Successi: nessuno

tipo 600 tonnes - classe “Ariane”
[3 unità]
[576 / 765 t; 65,98x6,2x4,1 m; 1.200 / 1.000 hp; 14 / 7,5 nodi; 3.500/7,5 - 75/5 mg/nodi; 7x550 tls da mm (8 siluri) 1x75 2x8 mm; profondità: 80 m; 41 uomini]
Ariane
1.9.1929 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Teatri operativi: Canarie, Mediterraneo, Mers-el-Kebir, Torch. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Orano nell’ottobre 1940. Sabotato a Orano il 9 novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord-Africa da parte delle forze alleate.
Missioni: []
Successi: nessuno
Danaé
11.9.1927 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Teatri operativi: Mediterraneo, Mers-el-Kebir, Torch. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Orano nell’ottobre 1940. Sabotato a Orano il 9 novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord-Africa da parte delle forze alleate.
Missioni: []
Successi: nessuno
Eurydice
1.9.1929 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Tolone il 14 maggio 1941. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche. Riportato a galla il 25 giugno 1943 dai tedeschi, non venne però ripristinato.
Missioni: []
Successi: nessuno

Al pari dei Fleet Submarines statunitensi, i sommergibili della classe “Redoutable” (progetti M-5 e M-6) vennero espressamente realizzati per essere impiegati a fianco delle grandi unità di superficie con compiti esploranti e di attacco alla flotta avversaria. Caratteristica principale dei battelli a scafo doppio – progettati anche questi dall’ingegnere Roquebert - era dunque l’alta velocità in superficie ma il limite progettuale dei 20 nodi venne raggiunto con estrema difficoltà a causa dell’incapacità dell’industria francese di produrre apparati motori adeguati. Il traguardo infatti fu ottenuto solamente con le unità delle serie “Agosta” ma per la fragilità dei macchinari, in tempo di pace i diesels furono tarati al 75 per cento della potenza erogabile, il che comportò una velocità massima non superiore ai 17 nodi. E’ doveroso ricordare, come già sottolineato, l’inutilità di tali sforzi visto che alla vigilia del conflitto, la velocità di navi e incrociatori di battaglia era di circa 30 nodi, soglia irraggiungibile per le realizzazioni subacquee dell’epoca e che venne superata dai battelli a propulsione nucleare. Proprio per le successive modifiche agli apparati motori, i “Redoutable” furono suddivisi in tre serie caratterizzati rispettivamente da potenze di 6.000, 7.200 e 8.600 hp. I primi due battelli vennero ordinati con il programma navale del 1924, sette nel 1925, cinque nel 1926, cinque nel 1927, sei nel 1929 e i restanti sei nel 1930. Dei 31 esemplari entrati in servizio, nel settembre 1939 ne rimanevano 29 in quanto “Prométhée” e “Phénix”, ambedue della serie “Redoutable”, andarono perduti in altrettanti incidenti. Con l’entrata in servizio di questi battelli entrò in vigore la doppia classificazione (sous-marins de 1re classe e sous-marins de 2e classe) riservata rispettivamente alle unità di dislocamento in superficie superiore e inferiore alle 850 tonnellate.

classe Redoutable - serie Redoutable
[19 unità]
[1.379 / 2.084 t; 93,2x8,16x4,7 m; 6.000 / 2.000 hp; 17 / 10 nodi; 10.000/10 - 100/5 mg/nodi; 9x550, 2x400 tls da mm 1x100 1x37 2x13,2 mm; profondità: 80 m; 64 uomini]
Achéron
22.2.1932 [Ateliers et Chantiers de la Loire, Nantes]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Tolone. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche. Riportato a galla dai tedeschi il 26 giugno 1943 e poi dagli italiani il successivo 6 luglio, venne colpito nel corso di un’incursione aerea statunitense il 24 novembre 1943. Riportato a galla una terza volta dai tedeschi il 23 febbraio 1944, non venne riparato.
Missioni: [1940 Allion]
Successi: nessuno
Achille
29.6.1933 [Arsenal, Brest]. Sabotato il 18 giugno 1940 a Brest per evitare la cattura da parte delle forze tedesche [LV Michaud].
Missioni: [1940 Terlier, Michaud]
Successi: nessuno
Actéon
18.12.1931 [Ateliers et Chantiers de la Loire, St Nazaire]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato l’8 novembre 1942 al largo di Orano dal caccia britannico “Westcott” in occasione dell’invasione alleata del Nord-Africa mentre si apprestava ad attaccare le portaerei di scorta britanniche “Biter” e “Dasher” [LV Clavièries KIA, 65 vittime, nessun superstite].
Missioni: [1942 Clavièries]
Successi: nessuno
Ajax
1.2.1934 [Arsenal, Brest]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato il 24 settembre 1940 al largo di Dakar dal caccia britannico Fortune [CC T.F. Guimont KIA, nessun superstite].
Missioni: [1940 Guimont]
Successi: nessuno
Archimède
22.12.1932 [Chantiers Navals Francais, Caen]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione alleata del Nord-Africa. Utilizzato come battello d’addestramento a Dakar e Freetown. Radiato il 19 febbraio 1952.
Missioni: [1940 Attané]
Successi: nessuno
Argo
12.2.1933 [Ateliers et Chantiers Dubigeon, Nantes]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione alleata del Nord-Africa. Utilizzato come battello d’addestramento a Key West. Radiato il 26 aprile 1946.
Missioni: [1939 Lemaire]
Successi: nessuno
Fresnel
22.2.1932 [Ateliers et Chantiers, St Nazaire-Penhoet]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle forze tedesche [LV Saglio]: il 9 novembre il battello era riuscito a fuggire da Orano durante l’invasione alleata del Nord-Africa. Riportato a galla dai tedeschi una prima volta il 29 gennaio 1943 e una seconda il 4 maggio successivo, andò distrutto l’11 marzo 1944 in un’incursione aerea statunitense.
Missioni: [1939 Daussy]
Successi: nessuno
Henri Poincaré
23.12.1931 [Arsenal, Lorient]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle forze tedesche [CC Jouan de Kervenoel]. Recuperato dagli italiani non ebbe impieghi operativi. Trasferito a Genova venne abbandonato in occasione dell’armistizio del settembre 1943.
Missioni: [1939 Parent, 1942 Jouan De Kervenoel]
Successi: nessuno
Monge
19.6.1932 [Forges et Chantiers de la Mediterranée, La Seyne]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato l’8 maggio 1942 al largo di Diego Suarez dai caccia britannici Active e Panther dopo aver lanciato contro la portaerei Indomitable fallendo però il bersaglio [LV Delort KIA, 69 vittime, nessun superstite].
Missioni: [1940 Laroze, 1942 Delort]
Successi: nessuno
Pascal
10.9.1931 [Arsenal, Brest]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [CC Begué]. Riportato a galla dagli italiani il 5 giugno 1943, distrutto l’11 marzo 1944 in un’incursione aerea alleata.
Missioni: [1939 Chuinaud]
Successi: nessuno
Pasteur
1.9.1932 [Arsenal, Brest]. Sabotato il 18 giugno 1940 a Brest per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [LV Terlier].
Missioni: [1939 Mertz, 1940 Terlier]
Successi: nessuno
Pégase
19.6.1932 [Ateliers et Chantiers del la Loire, St Nazaire]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Bloccato e posto in disarmo a Saigon dai giapponesi dov’era giunto nel marzo 1941 [LV Mottez]. Radiato il 10 giugno 1950.
Missioni: [1940 Mottez]
Successi: nessuno
Persée
10.6.1934 [Chantiers Navals Francais, Caen]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato il 23 maggio 1940 al largo di Dakar dai caccia britannici “Foresight” e “Inglefield” [LV Lapierre, 1 vittima].
Missioni: [1939 Lapierre]
Successi: nessuno
Poncelet
1.9.1932 [Arsenal, Lorient]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato il 7 novembre 1940 al largo di Port Gentil, Gabon, dallo sloop britannico Milford [CC P.H.S.B. de Saussine du Pont de Gault, 1 vittima].
Missioni: [1939 de Saussine du Pont de Gault]
Successi: 1 unità per 5.222 tons/tsl
[ATL 29.9.1939 (P.H.S.B. de Saussine) Chemnitz ger 5.222 ©]
Protée
1.11.1932 [Forges et Chantiers de la Mediterranée, La Seyne]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 internato ad Alessandria. Entrato in servizio a fianco degli Alleati. Affondato il 29 dicembre 1943 per l’esplosione di una mina al largo di Marsiglia [LV Millé KIA, 70 vittime, nessun superstite].
Missioni: [1943 Millé]
Successi: nessuno
Redoutable
10.7.1931 [Arsenal, Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Posto in disarmo a Tolone ad agosto 1940. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [LV Caminati]. Riportato a galla dagli italiani il 16 maggio 1943, distrutto l’11 marzo 1944 in un’incursione aerea alleata.
Missioni: [1939 Cosleou, 1942 Caminati]
Successi:
Vengeur
18.12.1931 [Arsenal, Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [LV Cretin].
Missioni: [1940 Digard, 1942 Cretin]
Successi: nessuno

classe Redoutable – serie L’Espoir
[6 unità]
[1.379 / 2.084 t; 93,2x8,16x4,7 m; 7.200 / 2.000 hp; 17 / 10 nodi; 10.000/10 - 100/5 mg/nodi; 9x550, 2x400 tls da mm 1x100 1x37 2x13,2 mm; profondità: 80 m; 64 uomini]
Le Centaure
1.1.1935 [Arsenal, Brest]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnato agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Utilizzato per l’addestramento antisom a Freetown. Radiato il 19 giugno1952.
Missioni: [1939 Ricquebourg]
Successi: nessuno
Le Conquérant
7.9.1936 [Ateliers et Chantiers de la Loire, St Nazaire]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato il 13 novembre 1942 al largo della località marocchina di Dakhla da due “Catalina” statunitensi del VP-92 in occasione dell’invasione alleata del Nord Africa [LV Lefèvre KIA, 57 vittime, nessun superstite].
Missioni: [1940 Le Gall, 1942 Lefèvre]
Successi: nessuno
L’Espoir
1.2.1934 [Arsenal, Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [CC Lapierre].
Missioni: [1940 Du Moncel, 1942 Lapierre]
Successi: nessuno
Le Glorieux
1.6.1934 [Arsenal, Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Fuggito da Tolone il 27 novembre 1942, riuscì a raggiungere Orano e consegnarsi agli Alleati [CC Meynier]. Radiato il 27 ottobre 1952.
Missioni: [1942 Meynier]
Successi: nessuno
Le Héros
12.9.1934 [Arsenal, Brest]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato il 7 maggio 1942 al largo di Diego Suarez da un velivolo “Swordfish” del No.829 FAA Squadron della portaerei britannica Illustrious [CC Lemaire, 24 vittime]. E’ stato l’unico battello fedele al regime di Vichy ad aver colto un succeso pieno nel corso della Seconda Guerra Mondiale, il mercantile norvegese Thode Fagelund: l’attacco avvenuto nel novembre 1941 fu deciso come rappresaglia alla cattura di un convoglio francese da parte della Royal Navy.
Missioni: [1942 Lemaire]
Successi: 1 unità per 5.757 tons/tsl
[IND 17.11.41 (Lemaire) Thode Fagelund (1920) nor 5.757]
Le Tonnant
1.5.1937 [Forges et Chantiers de la Mediterranée, La Seyne]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Autoaffondato il 15 novembre 1942 nelle acque di Cadice: nonostante i danni subiti nel corso dell’invasione alleata del Nord Africa, il battello aveva lanciato iquattro siluri contro la portaerei statunitense CV4 Ranger senza però colpire il bersaglio [LV Paumier, 21 tra morti e feriti]
Missioni: [1940 De Montesquieu, 1942 Paumier]
Successi: nessuno

classe Redoutable – serie Agosta
[6 unità]
[1.570 / 2.084 t; 93,2x8,16x4,7 m; 8.600 / 2.000 hp; 17 / 10 nodi; 10.000/10 - 100/5 mg/nodi; 9 tls da 550 mm (11 siluri), 2 tls da 400 mm (2 siluri) 1x100 1x37 2x13,2 mm; profondità: 80 m; 64 uomini]
Agosta
1.2.1937 [Arsenal, Cherbourg]. Teatri operativi: Antille. Sabotato il 18 giugno 1940 a Brest per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [CC Courson].
Missioni: [1939 Courson]
Successi: nessuno
Bévéziers
4.6.1937 [Arsenal, Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato il 5 maggio 1942 nel porto di Diego Suarez da velivoli delle portaerei britanniche Indomitable e Illustrious [LV R.H.G. Richard, 8 vittime]. Il battello ha colto il successo più importante, seppure parziale, dell’arma subacquea francese danneggiando il 25 settembre 1940 al largo di Dakar la nave da battaglia britannica Resolution [CC Pierre Lancelot].
Missioni: [1940 Nicoleau, Pierre Lancelot, 1942 R.H.G. Richard]
Successi: nessuno
Casabianca
1.1.1937 [Ateliers et Chantiers de la Loire, Nantes]. Denominazione precedente: fino al 1934 Casablanca. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Fuggito da Tolone il 27 novembre 1942, riuscì a raggiungere Algeri per consegnarsi agli Alleati [CC Jean L’Herminier]. Radiato il 12 febbraio 1952.
Missioni: [1939 Sacaze, 1941 Bellet, Laroze, 1942 Jean L’Herminier, 1943 Bellet, 1944 Gouttier]
Successi: 1 unità per 916 tons/tsl
[MED 22.12.43 (Bellet) csmg U-6076 Volontaire (1921) ger 916]
Ouessant
1.1.1939 [Arsenal de Cherbourg]. Sabotato il 18 giugno 1940 a Brest per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [LV De Roquefeuil]. Recuperato dalla Kriegsmarine nel giugno 1941 fu rimorchiato a Bordeaux ma non venne ripristinato.
Missioni: [1939 Lecreux, 1940 De Roquefeuil]
Successi: nessuno
Sfax
7.9.1936 [Ateliers et Chantiers de la Loire, Nantes]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato per errore il 19 dicembre 1940 al largo delle coste marocchine di Cape Juby dall’U-37: il battello, su autorizzazione degli stessi tedeschi, stava scortando da Casablanca a Dakar la cisterna Rhone, anch’essa andata a fondo nella stessa occasione [LV Marcel Julien Marie Groix KIA, 65 vittime, 4 superstiti].
Missioni: [1939 Marcel Julien Marie Groix]
Successi: nessuno
Sidi Ferruch
1.1.1939 [Arsenal de Cherbourg]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato l’11 novembre 1942 nelle acque marocchine di Fedhala da un velivolo della portaerei di scorta statunitense CVE27 Suwannee impegnata nell’invasione del Nord-Africa: il battello era al comando del tenente di vascello David che aveva preso il posto del comandante Laroze ucciso nel corso di un bombardamento aereo [LV Robert David KIA, 73 vittime, nessun superstite].
Missioni: [1940 Lostie De Kerhor, Jean L’Herminier, 1942 Laroze]
Successi: nessuno

La necessità di disporre di unità dedicate alla guerra di mine portò alla progettazione delle sei unità classe “Saphir”, a doppio scafo, le prime delle due autorizzate con la legge navale approvata il 13 luglio 1925. A dimostrazione dell’arretratezza della cantieristica francese, il sistema di rilascio delle mine derivava dal modello britannico della Prima Guerra Mondiale: gli ordigni erano ospitati in sedici pozzi, equamente suddivisi sui due fianchi del battello, ciascuno dei quali in grado di contenere due mine. In ogni cas fu proprio dell’un’unità di questa classe, il Rubis, ottenne il record degli affondamenti dei sommergibili francesi nella Seconda Guerra Mondiale.
classe “Saphir”
[6 unità]
[761 / 925 t; 65,9x7,1x4,3 m; 1.300 / 1.100 hp; 12 / 9 nodi; 4.000/12 - 80/4 mg/nodi; 3 tls da 550 mm 2 tls da 400 mm 1x75 1x13,2 2x8 mm 32 mine; profondità: 80 m; 40 uomini]
Diamant
20.6.1934 [Arsenal de Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche. Riportato a galla dagli italiani il 22 marzo 1943, distrutto il 22 giugno 1944 in un’incursione aerea alleata.
Missioni: []
Successi: nessuno
Nautilus
15.7.1931 [Arsenal de Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Catturato a Biserta l’8 novembre 1942 dalle forze tedesche. Preso in consegna dalla Regia Marina, non assunse alcuna sigla. Affondato il 31 gennaio 1943 a Biserta in un’incursione aerea statunitense.
Missioni: []
Successi:
Perle
1.3.1937 [Arsenal de Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati in occasione dell’invasione del Nord Africa. Affondato per errore l’8 luglio 1944 da un velivolo britannico “Swordfish” al largo delle coste statunitensi mentre dirigeva verso la Gran Bretagna dopo essere stato ammodernato in un cantiere statunitense [LV Tachin KIA, 55 vittime, 1 superstite].
Missioni: []
Successi: nessuno
Rubis
4.4.1933 [Arsenal de Toulon] Catturato il 3 luglio 1940 nel porto britannico di Dundee dalla Royal Navy e consegnato alla Francia Libera. Radiato il 4 ottobre 1949. Il 31 gennaio 1958 venne affondato nelle acque di Cap Camarat su un fondale di 41 metri. E’ stato il sommergibile francese che ha ottenuto il maggior numero di successi.
Missioni: [1939 Georges Cabanier, 1941 Henri Rousselot]
Successi: 23 unità per 28.528 tons/tsl
[EUR 26.5.40 (Georges Cabanier) Vanso (1908) nor 54 (M); 28.5.40 Blamannen (1918) nor 174 (M); 31.5.40 Jadarland (1918) nor 938 (M); 10.6.40 Sverre Sigurdsson (1923) nor 1.081 (M); 24.7.40 Kem (1925) nor 1.706 (M); 28.7.40 Argo (1898) nor 412 (M); 21.8.41 (Henri Rousselot) Hogland (1914) fin 4.360; 12.6.42 drag aus M-4212 Marie Frans*** ger 125 (M); 26.6.42 Quand Meme*** fra 288 (M); 10.7.42 drag aus M-4401 Imbrim*** (1919) ger 339 (M); 18.8.42 n patt V-406 Hans Lott ger 464 (M); 20.9.42 drag aus M-4448 Antoine Henriette ger 77 (M); 10.7.43 drag aus M-4451 Gauleiter Alfred Meyer ger 652 (M); 24.10.43 csmg UJ-1403 Mecklenburg*** (1938) ger 472 (M); 26.9.44 csmg UJ-1106 Gronland ger 464 (M); 27.9.44 Clare Hugo Stinnes (1936) ger 5.295 (M); 27.9.44 Knute Nelson (1926) nor 5.749 (M); 27.9.44 npatt V-1715 Lesum ger 489 (M); 21.12.44 csmg UJ-1113 KUJ-7 ger 543; 21.12.44 csmg UJ-1116 KUJ-11 ger 542 (M); 21.12.44 Weichselland (ex let Gundega) ger 3.654 (M); 21.12.44 csmg UJ-1702 KUJ-16 ger 542 (M); 21.12.44 mtdrag R-402 ger 140 (M)]
Saphir
30.9.1930 [Arsenal de Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Catturato a Biserta l’8 novembre 1942 dalle forze tedesche. Preso in consegna dalla Regia Marina, ribattezzato FR-112 non ebbe alcun impiego operativo. Trasferito a Napoli, venne autoaffondato in occasione dell’armistizio del settembre 1943.
Missioni: []
Successi:
Turquoise
18.9.1930 [Arsenal, Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Catturato a Biserta l’8 novembre 1942 dalle forze tedesche. Preso in consegna dalla Regia Marina, ribattezzato FR-116 non ebbe alcun impiego operativo. Sabotato dagli italiani nel maggio 1943 in occasione dell’occupazione alleata della Tunisia.
Missioni: []
Successi: nessuno










Dopo due anni di impegnative discussioni, nel 1926 lo Stato Maggiore autorizzò la costruzione del sommergibile-incrociatore “Surcouf”, la più grande unità subacquea dell’epoca. Il progetto derivava dai battelli tedeschi utilizzati nella Prima Guerra Mondiale per la guerra di corsa ed era caratterizzato dalla presenza di una torre binata da 203 mm e da un piccolo idrovolante appositamente progettato per essere ospitato sull’unità. Dotato di un’autonomia di 90 giorni, aveva anche a disposizione spazi per ospitare fino 40 prigionieri appartenenti alle navi avversarie affondate. L’intenzione iniziale era realizzare altri due esemplari ma il progetto venne abbandonato per gli alti costi e per i fondati dubbi sulla sua utilità e la stessa sorte occorse anche al programma alternativo per due “mini-Surcouf”. Di problematico impiego, si rivelò un totale fallimento.
classe “Surcouf”
[1 unità]
[3.250 / 4.304 t; 110x9x9,07 m; 7.600 / 3.400 hp; 18 / 8,5 nodi; 10.000/10 - 70/4,5 mg/nodi; 6x550 tls da mm 4x400 tls mm (22 siluri) 2x203 2x37 4x13,2 mm 1 idrovolante; profondità: m; 110 uomini]
Surcouf
3.5.1934 [Arsenal de Cherbourg]. Catturato dagli inglesi a Portsmouth il 3 luglio 1940, consegnato alla Francia Libera. Ufficialmente risulta affondato il 18 febbraio 1942 nelle acque del Golfo Messico a causa di una collisione con il mercantile statunitense Thompson Lykes ma quasi certamente rimase vittima delle cariche di profondità lanciate da alcuni velivoli antisom statunitensi che l’avevano scambiato per un U-Boot tedesco [CF G.L.N. Blaison, 130 vittime, nessun superstite].
Missioni: [1939 Legouic, 1940 Martin, Orioli, 1941 Huber, 1942 Blaison]
Successi: nessuno

La serie dei sommergibili costieri proseguì con l’ordinazione dei battelli da “630 tonnes” che rappresentarono un’evoluzione dei “600 tonnes”. Anche in questo caso la loro costruzione venne affidata ai cantieri privati, una circostanza che comportò la realizzazione di tre versioni, peraltro caratterizzate da differenze minime: “Argonaute”, 5 unità, progetto Schneider-Laubeuf; “Orion”; 2 unità, progetto Loire-Simonot, e “Diane”, 9 unità, progetto Normand-Fenaux.
tipo 630 tonnes - classe “Argonaute”
[5 unità]
[630 / 798 t; 63,4x6,4x4,2 m; 1.300 / 1.000 hp; 14 / 9 nodi; 4.000/10 - 85/5 mg/nodi; 6x550 tls da mm (siluri) 1x76 2xmtg; profondità: m; 41 uomini]
Aréthuse
14.7.1933 [Schneider, Chalons sur Saone]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 23 marzo 1946.
Missioni: []
Successi: nessuno
Argonaute
1.6.1932 [Schneider, Chalons sur Saone]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato l’8 novembre 1942 al largo di Orano dai caccia britannici “Achates” e “Westcott” durante l’invasione alleata del Nord Africa [LV Veron KIA, 43 vittime, nessun superstite].
Missioni: []
Successi: nessuno
Atalante
18.9.1934 [Schneider, Chalons sur Saone]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 23 marzo 1946.
Missioni: []
Successi: nessuno
La Sultane
20.5.1935 [Schneider, Chalons sur Saone]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 23 dicembre 1946.
Missioni: []
Successi: nessuno
La Vestale
18.9.1934 [Schneider, Chalons sur Saone]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 14 agosto 1946.
Missioni: []
Successi: nessuno

tipo 630 tonnes - classe “Diane”
[9 unità]
[571 / 809 t; 64,4x6,2x4,3 m; 1.400 / 1.000 hp; 14 / 9 nodi; 4.000/10 - 85/5 mg/nodi; 6x550 tls da mm (siluri) 1x76 1 mtg; profondità: m; 41 uomini]
Amazone
12.10.1933 [Ateliers et Chantiers de La Seine Maritime, Le Trait]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 26 aprile 1946.
Missioni: []
Successi: nessuno
Amphitrite
8.6.1933 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato l’8 novembre 1942 nel porto di Casablanca nel corso del bombardamento aeronavale compiuto dalle forze statunitensi in occasione dell’invasione del Nord Africa [LV Ritti, 3 vittime].
Missioni: []
Successi: nessuno
Antiope
12.10.1933 [Ateliers et Chantiers de La Seine Maritime, Le Trait]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 26 aprile 1946.
Missioni: []
Successi:
Diane
12.10.1933 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 23 aprile 1946.
Missioni: []
Successi:
La Psyché
23.12.1933 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato l’8 novembre 1942 nel porto di Casablanca nel corso del bombardamento aeronavale compiuto dalle forze statunitensi in occasione dell’invasione del Nord Africa [LV Guittet, 11 vittime].
Missioni: []
Successi: nessuno
La Sibylle
22.12.1934 [Ateliers et Chantiers de La Seine Maritime, Le Trait]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Scomparso nel novembre 1942 dopo essere fuggito da Casablanca il giorno 8 nel corso dell’invasione alleata del Nord Africa. Potrebbe essere rimasto vittima di una mina o dell’attacco di un velivolo statunitense [CC Kraut KIA, 41 vittime, nessun superstite].
Missioni: []
Successi: nessuno
Méduse
1.9.1932 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Danneggiato l’8 novembre 1942 a Casablanca venne fatto arenare il giorno 10 nei pressi di Capo Blanco: lo scafo venne definitivamente distrutto da un velivolo dell’incrociatore statunitense “CL41 Philadelphia” [LV Roy].
Missioni: []
Successi: nessuno
Oréade
14.12.1933 [Ateliers et Chantiers de La Seine Maritime, Le Trait]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Affondato l’8 novembre 1942 nel porto di Casablanca dai velivoli statunitensi durante l’invasione del Nord Africa [LV Loiseau, 4 vittime].
Missioni: []
Successi: nessuno
Orphèe
8.6.1933 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Consegnatosi agli Alleati nel novembre 1942 in occasione dell’invasione del Nord Africa. Radiato il 15 aprile 1946.
Missioni: []
Successi: 1 unità per 348 tons/tsl
[7.12.43 (Dupont) Faron fra 348]

tipo 630 tonnes - classe “Orion”
[2 unità]
[558 / 787 t; 66,75x6,2x4 m; 1.400 / 1.000 hp; 14 / 9 nodi; 2.000/10 - 85/5 mg/nodi; 6x550 tls da mm (siluri) 1x76 1 mtg; profondità: 80 m; 41 uomini]
Ondine
5.7.1932 [Ateliers et Chantiers Dubigeon, Nantes]. Catturato il 3 luglio 1940 dagli inglesi a Portsmouth. Radiato nell’aprile 1943 e utilizzato come fonte di ricambi per i battelli della Francia Libera.
Missioni: []
Successi: nessuno
Orion
5.7.1932 [Ateliers et Chantiers de la Loire, Nantes]. Catturato il 3 luglio 1940 dagli inglesi a Portsmouth. Radiato nell’aprile 1943 e utilizzato come fonte di ricambi per i battelli della Francia Libera.
Missioni: []
Successi: nessuno


Dopo le esperienze non del tutto positive con i battelli costieri da “600 tonnes” e “630 tonnes”, venne stabilito che i progetti dei sommergibili sarebbero stati elaborati direttamente in seno alla Marina, limitatasi fino a quel momento - per le unità di minore dislocamento - a indicare le specifiche, lasciando ai cantieri privati la possibilità di estrapolare proprie versioni. Gli effetti furono senz’altro positivi con la realizzazione dei sei “Minerve”, quattro dei quali ordinati nel 1930 e i restanti due sei anni più tardi. Derivati direttamente dai “630 tonnes”, furono delle unità certamente superiori.
classe “Minerve”
[6 unità]
[662 / 856 t; 68,1x5,6x4 m; 1.800 / 1.230 hp; 14 / 9 nodi; 4.000/10 - 85/5 mg/nodi; 6x550 tls da mm (siluri) 1x76 1 mtg; profondità: 80 m; 41 uomini]
Céres
15.7.1939 [Ateliers et Chantiers de La Seine Maritime, Le Trait]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato il 9 novembre 1942 a Orano in occasione dell’invasione alleata del Nord Africa. Successivamente recuperato, radiato il 18 febbraio 1946.
Missioni: []
Successi: nessuno
Iris
15.9.1936 [Ateliers et Chantiers Dubigeon, Nantes]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Fuggito da Tolone il 27 novembre 1942 al comando dell’ufficiale in seconda, raggiunse il porto spagnolo di Cadice per essere internato. Restituito alla Francia nel novembre 1945.
Missioni: []
Successi: nessuno
Junon
20.9.1937 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Catturato dai britannici il 3 luglio 1940 a Plymouth e consegnato alla Francia Libera. Radiato il 6 dicembre 1954.
Missioni: []
Successi: 1 unità per 724 tons/tsl
[EUR 19.10.42 (Querville) Nordland nor (1898) 724]
Minerve
15.9.1936 [Arsenal, Cherbourg]. Catturato dai britannici il 3 luglio 1940 Plymouth e consegnato alla Francia Libera. Gravemente danneggiato a sud dell’Irlanda il 29 ottobre 1943 da un velivolo britannico che l’aveva scambiato per un U-boot tedesco, non venne più utilizzato. Affondato il 19 settembre 1945 al largo di Portland Bill mentre a rimorchio tentava di raggiungere un porto francese.
Missioni: []
Successi: nessuno
Pallas
12.6.1939 [Ateliers et Chantiers Augustin-Normand, Le Havre]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato il 9 novembre 1942 a Orano in occasione dell’invasione alleata del Nord Africa.
Missioni: []
Successi: nessuno
Vénus
15.11.1936 [Ateliers et Chantiers de La Seine Maritime, Le Trait]. Alla capitolazione della Francia nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Fuggito da Tolone il 27 novembre 1942, venne autoaffondato nei pressi della costa francese per l’impossibilità di immergersi vista la presenza a bordo di soli otto uomini.
Missioni: []
Successi: nessuno

Continuando con la politica inaugurata con i “Minerve”, i servizi tecnici della Marina elaborano una versione ingrandita dei “630 tonnes” caratterizzata da un deciso aumento di pesi e volume, il cui primo esemplare – il capoclasse “Aurore” - venne ordinato nel 1934. Tra le novità, l’eliminazione dei tubi lanciasiluri da 400 mm, sulla cui utilità vi erano forti dubbi, e la standardizzazione del calibro sulle armi da 550 mm. Nel 1937 vennero ordinate altre quattro unità seguite da dieci nel 1938 mentre il 29 dicembre 1938, quasi tre mesi dopo lo scoppio del conflitto, venne varato un programma navale d’emergenza con ulteriori 12 battelli, impostati solamente l’11 aprile 1940, ad appena due mesi o poco più dalla resa. All’atto dell’armistizio l’unica unità in servizio era l’“Aurore”, peraltro consegnata, incompleta, poche ore prima dell’occupazione dei cantieri. Tutti i battelli sugli scali vennero catturati dai tedeschi che però completarono per la propria Kriegsmarine il solo “La Favorite”, pronto al 37%. Un’altra unità, “La Créole”, completata al 68%, venne rimorchiata da Le Havre al porto inglese di Swansea ma la Royal Navy non ritenne conveniente riprendere i lavori. Il 25 giugno 1940 lo stato di avanzamento degli altri battelli era il seguente: La Bayadère (Le Havre, 62%), L’Africaine (Le Trait, 33%), L’Astrée (Nantes, 11%), L’Andromède (Nantes, 9%), L’Andromaque (Le Trait, 17%), L’Antigone (Chalon-sur-Saone, 36%, lavori ripresi dai tedeschi ma poi abbandonati), L’Artémis (Le Havre, 11%), L’Hermione (Le Havre, 8%), La Gorgone (Le Havre, 5%).
classe “Aurore”
[2 unità]
[893 / 1.170 t; 73,5x6,5x4,2 m; 3.000 / 1.400 hp; 14 / 9 nodi; 5.600/10 - 80/5 mg/nodi; 9x550 tls da mm (siluri) 1x100 2x13,2 mm; profondità: m; 44 uomini]
Aurore
20.6.1940 [Arsenal, Toulon]. All’atto dell’armistizio nel giugno 1940 adesione al governo di Vichy. Sabotato a Tolone il 27 novembre 1942 per evitare la cattura da parte delle truppe tedesche [LV Frossard]. Riportato a galla dai tedeschi il 3 aprile 1943, non venne ripristinato.
Missioni: [1942 Frossard]
Successi: nessuno
La Favorite
[Kriegmarine, 5.11.1942; Ateliers et Chantiers de La Seine Maritime, Le Trait]. Catturato dai tedeschi quando era ancora in fase di allestimento, venne completato per la Marina tedesca con la sigla “UF-2” e immesso in servizio il 5 novembre 1942. Disarmato il 5 luglio 1944, sabotato nel porto di Gotenhafen nel maggio 1945.


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